Consulenza per l'Innovazione: Ufficio Brevetti, Invenzioni Industriali, Modelli d'Utilità, Modelli Ornamentali - Roma, Milano.




 

 

D.Lgs.
10 feb 2005

Nuovo codice della proprietà industriale.


Legge
22 apr 1941 n.633
Legge sul Diritto d'Autore.





Abilitato alla rappresentanza legale di fronte all'Ufficio Europeo dei Brevetti





Albo dei mandatari marchi, disegni e modelli europei


Il brevetto per invenzione industriale è un titolo che conferisce all’inventore dei diritti di produzione e commercializzazione esclusiva su tutto il territorio nazionale.

Il procedimento per ottenere un brevetto prevede il deposito di una domanda presso l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), e normalmente richiede la consulenza di un professionista esperto, sia nel campo tecnico che in quello legale.

Lo Studio comprende professionisti qualificati, abilitati ed iscritti nei rispettivi albi di competenza, ovvero Albo degli Ingegneri Roma (n.18591), Albo degli Avvocati Roma (n. 30956), Albo dei legali rappresentanti di fronte all'Ufficio Brevetti Europeo (EPO n. 09003820), ed Albo dei mandatari in marchi, disegni e modelli europei presso l'Ufficio dell'Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO n. 58198).

Lo Studio fornisce consulenza ed assistenza in ogni fase relativa al deposito di una domanda di brevetto, in Italia e all’estero, con particolare riferimento a:

- ricerca di anteriorità, rivolta ad individuare eventuali brevetti già esistenti;
- approfondimenti scientifici e tecnologici sull'invenzione;
- preparazione del testo relativo alla descrizione tecnica ed alle rivendicazioni;
- preparazione dei disegni tecnici allegati;
- preparazione di tutti gli incartamenti relativi al deposito della domanda;
- pagamento delle tasse di deposito e dei diritti di segreteria;
- deposito della domanda di brevetto presso l'Ufficio Brevetti di Roma;
- rilascio di un certificato di deposito in bollo e di una copia del testo depositato;
- assistenza nella procedura di Esame e preparazione di risposte a rilievi dell‘Esaminatore;
- rilascio dell'attestato di brevetto che conferisce al titolare i diritti di sfruttamento esclusivi dell'invenzione su tutto il territorio nazionale.

Tutte le suddette attività con la garanzia della competenza e del segreto professionale.

Per entrare in contatto, per una consulenza, per informazioni specifiche su brevetti, o per una preparazione di una domanda di brevetto per invenzione, occorre fissare un incontro di persona presso il ns. Studio per parlare dei dettagli dell'invenzione e di ogni aspetto della consulenza, possibilmente inviando una email con nome, cognome, indirizzo e numero di cellulare.

In quell'occasione verranno fornite informazioni di tempi e costi che dipendono dal tipo di incarico conferito e dalla complessità dell'invenzione.

Alcune informazioni sono contenute nella pagina delle domande frequenti sui brevetti.

 

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La siringa di Star Trek è diventata realtà: sistema di somministrazione iniettiva senza ago.


6 luglio 2018 - L'invenzione riguarda un dispositivo ad uso medico comprendente un iniettore senza ago particolarmente adatto ad iniettare una sostanza desensibilizzante ed immunostimolante in un tessuto sottocutaneo. L'iniettore senza ago è equipaggiato con un sistema di controllo elettronico e meccanico del tessuto cutaneo a cui lo stesso sistema di iniezione è applicato.





Com'è noto, nello stato attuale della tecnica sono ormai largamente utilizzati i sistemi di somministrazione iniettiva senza ago, soprattutto per superare gli inconvenienti dei sistemi di iniezione con ago. Infatti, penetrare la cute di una persona con un ago non è esente da rischi, soprattutto se la persona che fa l'iniezione è inesperta. Gli effetti collaterali nella persona che riceve l'iniezione possono essere vari, come ad esempio: dolore, ematoma, formazione di tessuto cicatriziale, infezione o ascesso, trasmissione di malattie infettive (se gli aghi usati non sono del tipo monouso).

Tra i sistemi iniettori noti c'è il sistema Penjet®, che funziona ad aria compressa e appartiene alla classe delle siringhe preriempite prive di ago, per farmaci liquidi e liofilizzati.
Un altro tra i sistemi noti, è quello denominato Injex®, che inietta un sottilissimo getto ad alta pressione di liquido attraverso gli strati superficiali della cute. La pressione viene generata dalla carica di una molla, ed è sufficiente a far penetrare il farmaco sino ad una profondità paragonabile a quella raggiunta da un comune ago, garantendo quindi un ottimo livello di assorbimento.
Un altro ancora tra i sistemi noti è quello denominato PowderJect®, che consiste nella combinazione di un dispositivo di rilascio privo di ago con un farmaco polverizzato, e quindi che utilizza un veicolo non liquido. Il farmaco deve essere formulato in particelle essiccate di polvere aventi una specifica granularità e consistenza.

Tutti i sistemi della tecnica anteriore presentano una serie di inconvenienti, che si manifestano nel momento in cui si utilizzi un iniettore senza ago per eseguire un'iniezione nel tessuto sottocutaneo. Due aspetti molto critici per questo tipo di operazioni sono i seguenti: la corretta aderenza a pressione dell'estremità del dispositivo al tessuto cutaneo a cui esso è applicato; la corretta localizzazione del dispositivo sul tipo di tessuto più appropriato per lo specifico tipo di iniezione e farmaco in questione.

Pertanto, l'obiettivo principale della presente invenzione è quello di proporre un dispositivo ad uso medico, comprendente un iniettore senza ago, particolarmente adatto ad iniettare un farmaco o altra sostanza iniettabile nel tessuto sottocutaneo, in cui l'iniettore senza ago sia equipaggiato con un sistema di controllo elettronico e meccanico in grado di rilevare il livello esatto di pressione all'estremità del dispositivo, sul tessuto cutaneo al quale è applicato, e la tipologia dello stesso tessuto, per esempio di tipo muscolare o di tipo adiposo.

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto internazionale PCT che ha come riferimento tutti i Paesi del mondo.

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Maker Faire Rome 2018: la fiera della creatività e delle idee.


Maker Faire Rome 2018 è un evento che si terrà alla Fiera di Roma dal 12 al 14 ottobre 2018, e che metterà la capitale italiana al centro dell’innovazione.



Al Maker Faire Rome sarà dato spazio a progetti in campo scientifico, tecnologico e biomedicale, della manifattura digitale, dell’internet delle cose, dell’alimentazione, del clima, dell’automazione ed anche di nuove forme di arte, spettacolo, musica ed artigianato.

La fiera non è soltanto aperta ad aziende o ad addetti ai lavori perché tutti potranno parteciparvi. Infatti, si vuole dare spazio a tutti quei progetti creativi che mostrino il processo con cui si realizza qualcosa e che trasmettano ai visitatori passione ed ingegno.

Possono partecipare singoli individui, gruppi, aziende, scuole e tutti coloro che hanno qualcosa da mostrare di creativo e di innovativo. I progetti esposti riceveranno la giusta visibilità, mentre chi non ha alcun progetto da presentare potrà, comunque, partecipare condividendo le proprie competenze o realizzando performance di tutti i tipi, sia di carattere scientifico che d’intrattenimento.

I makers, cioè gli appassionati di tecnologia, gli educatori, i pensatori, gli inventori ed in genere tutti coloro che vogliono stupire con le loro idee, hanno tempo fino al 7 luglio 2018 per presentare i loro progetti di partecipazione. Progetti che potranno riguardare tematiche come l’elettronica, l’innovazione nell’alimentazione, l’energia, la sostenibilità, il riciclo, la robotica, i droni e tanto altro.

Link: Call for Makers

Nell'edizione del 2014 si è distinta la società MyMantra con il suo materiale innovativo in legno flessibile, per l'abbigliamento ed il design, e per tale prodotto lo Studio Zizzari ha depositato ed ottenuto il brevetto italiano, europeo ed internazionale.

Nell'edizione del 2016 la società Glaresmile, con il suo spazzolino elettrico innovativo, ha vinto il premio di 75.000 Euro dello Start-Up Contest. Lo Studio Zizzari ha depositato ed ottenuto il brevetto italiano, ed ha ottenuto, nella fase internazionale, il parere favorevole al rilascio dei rispettivi brevetti in tutto il mondo.


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Dispositivo chirurgico dentale costituito da una vite implantare pneumatica con ghiera esterna.


16 marzo 2018 - La presente invenzione riguarda un dispositivo chirurgico dentale, costituito da una vite implantare pneumatica con ghiera esterna, particolarmente adatto a mantenere una struttura stabile e robusta a fronte delle intense sollecitazioni esterne causate dall'attività di masticazione.






Come è noto, nei sistemi implantari dentali attuali, i componenti principali sono essenzialmente i seguenti: un corpo principale detto impianto, o vite implantare, che si avvita all'interno dell'osso dell'arcata dentaria di un paziente; un elemento interno detto moncone, che nella sua parte inferiore è inserito nel suddetto impianto e nella sua parte superiore è connesso ad un elemento detto abutment; un elemento di connessione, preferibilmente costituito da una vite di serraggio, che connette il suddetto moncone al suddetto abutment.

Nello stato attuale della tecnica, l'inconveniente principale è rappresentato dall'instabilità della vite di serraggio, che tende a svitarsi e, nei casi peggiori, anche a fratturarsi o a creare problemi all'osso. Più precisamente lo svitamento della vite di serraggio è strettamente legato alla stabilità della giunzione a vite, che a sua volta dipende non soltanto dal torque d'avvitamento, ma anche dall'adattamento tra impianto e vite di fissaggio del moncone. Lo svitamento comporta inoltre, come conseguenza, anche un aumento dell'incidenza delle fratture della vite stessa.

Il problema dello svitamento della vite è affrontato in meccanica attraverso i seguenti accorgimenti: il controllo del torque di avvitamento, il controllo dell'angolo tra impianto e abutment, l'uso di un mezzo anti-svitamento, ed una distribuzione delle forze più adeguata.

Pertanto, l'obiettivo principale della presente invenzione è quello di proporre un dispositivo chirurgico dentale, con un moncone monofasico diretto secondo la direzione verticale, ed un braccio di leva bilanciato.
Un altro obiettivo della presente invenzione è quello di introdurre un meccanismo per evitare che dei movimenti rotazionali della struttura, derivanti dal suo utilizzo, possano causare nel lungo periodo lo svitamento dell'impianto nel tessuto osseo e/o lo svitamento, o la rottura, della vite di serraggio tra l'impianto ed il moncone.
Un altro obiettivo ancora della presente invenzione è quello di introdurre un meccanismo per 'ammortizzare' le pressioni verticali e/o laterali che insistono sul dispositivo nel suo complesso, implementando una funzione simile a quella naturale del dente, che ha la possibilità di attutire eventuali sollecitazioni derivanti dalla masticazione, grazie ai tessuti di connessione nei dintorni della radice del dente (parodonto).

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto italiana presso l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), alla quale è stato assegnato il numero 102017000146966 del 20/12/2017.


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Nuova domanda di brevetto: Dispositivo tensiometro perfezionato.





3 aprile 2018 - La presente invenzione riguarda un tensiometro, che è un dispositivo particolarmente adatto a misurare la tensione di ritenzione di un terreno, ovvero la forza con cui l'acqua è attratta e trattenuta nel terreno, o può misurare anche il cosiddetto fronte bagnato, ovvero la profondità alla quale il terreno è saturo.

Il dispositivo in genere è costituito da un tubo con una punta porosa, che è riempito d'acqua e può essere inserito a varie profondità. Nel caso in cui il terreno sia saturo, l'acqua rimarrà contenuta all'interno del dispositivo, ed esso fornirà la cosiddetta misura dello zero. Nel caso in cui invece il terreno sia non saturo, l'acqua inizierà a permeare verso il terreno, permettendo così allo strumento di misurare la differenza di pressione con il terreno.

Più esattamente, l’acqua del tensiometro si pone in equilibrio con l’acqua presente nel terreno creando una tensione. Via via che il terreno si asciuga, esso richiama l’acqua dal tensiometro attraverso la punta porosa; questa operazione fa sì che si crei una differenza di pressione all'interno del dispositivo.



La misurazione di questa differenza di pressione avviene attraverso un manometro o un trasduttore di pressione differenziale, che può fornire la lettura della grandezza rilevata direttamente su un visore, oppure può trasmetterla elettronicamente verso una centralina digitale.

Il tensiometro dunque è utilizzato per misurare la tensione di ritenzione del terreno, che esprime la forza con la quale l'acqua è trattenuta dal terreno stesso. Essa è la stessa forza che devono impiegare le radici delle piante per assorbire l'acqua, e la sua misurazione può essere utile per: evitare l’eccesso d’irrigazione e lo spreco d’acqua e fertilizzanti; valutare gli effetti della pioggia; determinare la profondità di penetrazione dell’acqua nel terreno.

L'utilizzo del tensiometro in agricoltura costituisce una risorsa importante per il monitoraggio del terreno e per la definizione delle condizioni ideali di irrigazione, soprattutto per particolari tipi di coltivazioni che richiedono delle condizioni ben specifiche di umidità e di assorbimento del terreno, come ad esempio nel caso di coltivazioni di frutti esotici come il kiwi.

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto italiana presso l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), alla quale è stato assegnato il numero 102016000054176 del 26/05/2016.

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Ottenuto Brevetto Europeo: Dispositivo di protezione e mantenimento non traumatico di una cavità chirurgica.


31 maggio 2018 - La presente invenzione riguarda un dispositivo ad uso medico, particolarmente adatto per la creazione e/o il mantenimento non traumatico di una cavità, all’interno di un paziente sottoposto ad un’operazione, tale da definire uno spazio interno protetto per l’inserimento di strumenti chirurgici.



Come è noto, le attuali tecniche della chirurgia prevedono l’utilizzo di particolari strumenti, detti divaricatori, per ricavare e mantenere uno spazio all’interno del corpo di un paziente. Questi divaricatori sono di vario tipo e, in genere, sono costituiti da delle vere e proprie pinze metalliche, che sono agganciate, tramite una loro estremità, ad un tessuto anatomico del paziente, per esempio ad un lembo di strato cutaneo, ed all’altra estremità ad una struttura esterna o ad un telaio rigido. Un certo numero di questi divaricatori possono essere utilizzati per grandi interventi, al fine di mantenere una cavità aperta e stabile per consentire l’inserimento e la manovrabilità di strumenti chirurgici all’interno del corpo di un paziente.

Tutti questi divaricatori presentano il grave inconveniente di mantenere i tessuti anatomici in trazione, per tutto il tempo dell’operazione, nei singoli punti dove essi sono agganciati. Questo fatto genera inevitabilmente dei traumi e/o delle lesioni locali che, sebbene siano guaribili nel breve periodo, durante la fase di degenza, possono essere tuttavia causa di dolore e/o di possibili complicazioni post-operatorie per il paziente.

La presente invenzione nasce quindi dall’esigenza di individuare dei sistemi alternativi per ottenere uno spazio interno per l’operazione, che sia stabile e che permetta l’inserimento e la manovra agevole di strumenti chirurgici, e riduca allo stesso tempo la probabilità di insorgenza di traumi diretti o indiretti per il paziente. Infatti, oltre alle suddette lesioni nei punti di aggancio dei divaricatori, sono possibili traumi accidentali, dovuti ad esempio allo spostamento improvviso ed imprevisto di strumenti e/o parti anatomiche del paziente, nonché traumi dovuti all’operare in condizioni di emergenza e di scarsa visibilità, in cui vi siano ad esempio delle emorragie interne e/o diffusione di liquidi corporei non prontamente drenati.

Pertanto, l’obiettivo principale della presente invenzione è quello di proporre un dispositivo ad uso medico, di protezione e mantenimento non traumatico di una cavità chirurgica, che possa essere inserito in modo agevole all’interno di un paziente, e che possa essere configurato progressivamente in modo tale da esercitare una pressione graduale ed omogenea lungo l’intero perimetro delle pareti di contatto con i tessuti dello stesso paziente.
Un altro obiettivo è che il dispositivo possa essere configurato, e la rigidità delle pareti possa essere aumentata, a comando, immettendo aria in apposite camere a tenuta ermetica, contenute nelle stesse pareti di contatto.
Un altro obiettivo ancora è che il dispositivo comprenda degli specifici accessori, come ad esempio: delle spatole (con rispettivi alloggiamenti) e degli uncini preposti a favorire il posizionamento stabile del dispositivo all’interno del paziente; dei mezzi di aspirazione/drenaggio, per mantenere lo spazio chirurgico libero da eventuali liquidi operativi e/o biologici che dovessero presentarsi; e dei mezzi di illuminazione per mantenere lo spazio chirurgico ben illuminato e favorire quindi la visione diretta dell’intera area di intervento.

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto ed ha ottenuto un parere pienamente favorevole al rilascio del Brevetto Europeo.

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Supermercato automatizzato comprendente distributori automatici di prodotti alimentari.


9 maggio 2018 - La presente invenzione riguarda un supermercato automatizzato, particolarmente adatto a permettere ai clienti di effettuare l'acquisto di prodotti in piena autonomia.






I clienti possono accedere all'interno dei locali, strutturati come quelli degli attuali supermercati, scegliere i prodotti contenuti all'interno di distributori automatici modulari, in grado di sostituire le attuali scaffalature, prelevare i prodotti utilizzando una apposita carta elettronica prepagata, imbustarli e ritirare direttamente lo scontrino in uscita.
La carta prepagata comunica con i distributori automatici, in modo che l'acquisto sia registrato ed il relativo importo memorizzato nel sistema informativo del supermercato.

Una forma di realizzazione dell'invenzione comprende dei distributori automatici climatizzati, che possono essere ad esempio raffreddati all'interno per contenere dei prodotti freschi e/o surgelati, oppure riscaldati per contenere ad esempio pane ed altri prodotti che devono essere mantenuti caldi.

Accanto ai distributori automatici sono presenti anche i tradizionali prodotti da banco, serviti manualmente dal personale addetto, ad esempio al banco della carne, a quello della frutta e verdura ed al banco del pesce. In questo caso i prodotti da banco sono prelevati, pesati ed imbustati dal personale, e consegnati direttamente ai clienti, con l'operazione abilitata dall'utilizzo da parte loro della carta elettronica prepagata.
La carta prepagata comunica con la bilancia elettronica del banco, in modo che l'acquisto sia registrato ed il relativo importo memorizzato nel sistema informativo del supermercato.

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto italiana presso l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), alla quale è stato assegnato il numero 102016000130490 del 23/12/2016.


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La creatività non ha età: brevettare a 91 anni un dispositivo per il miglioramento del funzionamento del motore.


13 marzo 2018 - Il Sig. Mario Federici, classe 1926, è una persona unica nel suo genere. Dopo aver lavorato per molti anni, prima come tecnico specializzato, e poi come imprenditore nel settore automobilistico, lungi dall'idea d'andare in pensione, ha ideato un nuovo dispositivo per le automobili. Questo dispositivo accessorio, secondo quanto sperimentato dall'inventore, permetterebbe di ottimizzare la composizione della miscela aria-benzina diretta al motore, e di ottenere quindi dei consumi ridotti di carburante, riduzione dell'inquinamento dei gas di scarico, miglioramento delle prestazioni e della durata del motore.




Per poter arricchire l'aria con delle sostanze chimiche in grado di migliorare la resa energetica del motore, è stato pensato di installare all'interno del veicolo un recipiente contenente una soluzione acquosa, avente una composizione ben specifica, che viene poi vaporizzata ed aspirata all'interno del filtro dell'aria del sistema di alimentazione.

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto italiana presso l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), alla quale è stato assegnato il numero 20201800002070 del 12/3/2018.

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Ottenuto brevetto europeo: Dispositivo di allenamento allo swing per giocatori del golf.


18 gennaio 2018 - L'invenzione riguarda un dispositivo particolarmente adatto per l'allenamento dei giocatori del golf, e più in particolare per l'allenamento allo swing, che è il movimento che si esegue per colpire e far partire la pallina verso l'obiettivo, facendola alzare dal suolo.





Affinché un giocatore possa eseguire uno swing efficace, è strettamente necessario che egli esegua i movimenti corretti in ogni fase, in particolare è fondamentale che nelle fasi iniziali la posizione della testa sia mantenuta ferma e che il busto possa ruotare in modo appropriato rispetto ad essa.

La presente invenzione propone un dispositivo per l'allenamento dei giocatori allo swing, fornendo un punto di appoggio fisso per la testa, ed un supporto per la pallina, in modo tale che il giocatore possa abituarsi ad eseguire il movimento ruotando il busto e mantenendo la testa ferma fino al momento del contatto con la pallina.

Il sistema è in grado di rilevare la dinamica del movimento del bastone e, al momento del contatto con la pallina, la posizione esatta dell'estremità del bastone, della testa del giocatore, dei piedi del giocatore e la distribuzione del peso del giocatore, in modo tale da determinare se lo swing sia stato eseguito in modo corretto o meno.

Il dispositivo dell'invenzione può essere integrato in sistemi più complessi di simulazione del gioco del golf, che utilizzino grafica al computer proiettata su maxi-schermi per ricostruire dei campi da golf virtuali, e il dispositivo fornisce i dati rilevati nello swing per determinare impulso, direzione, velocità ed effetto della pallina.

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto ed ha ottenuto un parere pienamente favorevole al rilascio del Brevetto Europeo.

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Progetto TOTEM: dispositivo di supporto ai rilievi tecnici, preferibilmente applicato allo scenario di incidenti stradali.


4 ottobre 2017 - L'invenzione riguarda essenzialmente un dispositivo automatico di supporto ai rilievi tecnici e fotografici, oppure alle riprese video, preferibilmente applicato allo scenario di incidenti stradali.




Come è noto, in molteplici circostanze, e soprattutto in seguito al verificarsi di incidenti stradali, è necessario provvedere tempestivamente ad eseguire dei rilievi tecnici che cristallizzino lo stato dei luoghi. Attualmente queste operazioni sono eseguite manualmente da operatori che, intervenuti sul luogo dell'incidente, scattano delle fotografie, effettuano delle misurazioni, producono della documentazione scritta, e poi trasmettono il tutto direttamente tramite il proprio smartphone o tablet, oppure in un secondo tempo via computer, fax, email, dal proprio ufficio.

La presente invenzione permette invece di acquisire automaticamente in memoria un video oppure un'immagine panoramica a 360°, che rappresenta una ripresa oppure una vista dello scenario rilevato dell'incidente stradale, e di trasmettere il tutto in tempo reale ad una Centrale Operativa.



Forma pertanto oggetto specifico della presente innovazione un dispositivo di supporto ai rilievi tecnici e fotografici, oppure alle riprese video, preferibilmente applicato allo scenario di incidenti stradali, caratterizzato dal fatto di comprendere:
- una struttura meccanica, costituita da un'asta verticale telescopica, avente alla propria base una serie di elementi di appoggio, ed alla propria sommità uno spazio di alloggiamento, protetto da una calotta superiore ed una calotta inferiore; lo spazio di alloggiamento è delimitato alla base da un disco piano orizzontale avente sopra un binario, ed è attaversato trasversalmente da una barra centrale di sostegno per la calotta superiore;
- un braccio rotante avente un'estremità fissa connessa a detta barra centrale, che fa da perno, ed un'estremità mobile che comprende a sua volta degli elementi di supporto, aggancio ed inclinazione per un dispositivo esterno, costituito p.es. da uno smartphone, da un tablet PC, da una fotocamera o da una videocamera; il suddetto braccio rotante comprende inoltre nella parte inferiore una o più ruote, che sono appoggiate sul suddetto binario e ne seguono un percorso chiuso ad anello; detto braccio rotante comprende ulteriormente un motorino elettrico integrato, collegato alle suddette ruote, in grado di muovere e far ruotare a 360° l'estremità libera dello stesso braccio rispetto al perno;
- un circuito elettronico di controllo e gestione, comprendente: mezzi di elaborazione a microprocessore, mezzi di memorizzazione di un software di gestione e trasmissione dati, mezzi di comunicazione e controllo connessi, tramite interfacce, al suddetto dispositivo esterno, mezzi di azionamento del suddetto motorino elettrico integrato,
in modo tale che, una volta posizionato il dispositivo esterno all'estremità libera del braccio rotante, il circuito elettronico azioni il movimento dello stesso braccio lungo il binario, e gestisca simultaneamente la fotocamera integrata del dispositivo esterno, così da acquisire automaticamente in memoria un video oppure un'immagine panoramica a 360°, che rappresenta una ripresa oppure una vista dello scenario rilevato dell'incidente stradale.

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto italiana n. IT 10201743262.

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Ottenuti brevetti per lo 'spazzolino robot': denti puliti in 10 secondi.

dal sito AdnKronos




Vincitore di un premio di 75.000 Euro allo Start-up Contest del Maker Faire Roma 2016.




21 settembre 2017 - Un'idea nata sotto i rulli dell'autolavaggio. Da una domanda: "L'uomo è andato sulla Luna, e ancora non è stato inventato un dispositivo che lavi i denti in autonomia, indipendentemente dalla tecnica corretta e dalla manualità di chi guida lo spazzolino?". Parte da qui l'avventura di due giovani startupper italiani. Aldo Dominici, 33 anni, e Niccolò Cerizza, 31, hanno investito anni, cullato l'idea. E ci sono voluti più di una decina di prototipi realizzati con la stampa in 3D, e il banco di prova di uno studio scientifico, per portarla avanti, affinarla, e finalmente brevettarla. Oggi presentano il risultato: uno spazzolino 'robot' made in Milano, con un'anima green (packaging 100% biodegradabile e tra gli optional la ricarica a energia solare).



"Fa tutto da solo e in 10 secondi assicura una pulizia dentale in profondità", garantiscono i due inventori. "Ci è venuto in mente - racconta Dominici - di copiare l'autolavaggio delle macchine, applicando lo stesso meccanismo (3 spazzole rotanti, ndr) ai denti". La creatività è valsa ai due startupper diversi riconoscimenti. Dominici, direttore generale di 'GlareSmile' (che è anche il nome dello strumento automatico di igiene orale), e Cerizza, direttore amministrativo, si sono aggiudicati dalla Start Cup del Politecnico di Milano al premio incubazione 'Gaetano Marzotto', fino al bando Start Up & Re-Start della Regione Lombardia.

"La produzione avverrà in Italia in un capannone di Milano - continua Dominici - anche se alcuni pezzi sono importati da varie zone del mondo. Il grosso dei costi è per gli stampi in acciaio con cui dar vita alla struttura di plastica dello spazzolino hi-tech. Gli altri pezzi, dal display alla batteria al litio come quella dei cellulari, sono semplici da reperire". L'hardware e il software sono stati sviluppati con un team di ingegneri.

La strada dal 'garage' di casa al debutto sul mercato è stata "lunga e faticosa", i due startupper l'hanno affrontata un passo alla volta con un occhio ai costi, e andranno avanti sulla base dei riscontri che arriveranno: "Vogliamo dimostrare che due italiani giovani, se si 'sbattono' e si inventano una soluzione valida, ce la possono fare", sottolinea Dominici. "A maggior ragione perché esiste un bisogno ancora senza risposta".

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato sia la domanda per invenzione industriale italiana che la domanda internazionale PCT, ed hanno ottenuto entrambe un parere pienamente favorevole dagli esaminatori per il rilascio dei rispettivi brevetti, in Italia e all'estero.
Dopo aver ottenuto il brevetto italiano, la domanda è ora nelle fasi nazionali del PCT nei rispettivi Paesi: Stati Uniti, Europa, Cina, Giappone, Canada e Russia.


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Dispositivo perfezionato di conversione dell’energia meccanica
delle onde del mare in energia elettrica.


30 agosto 2017 - L'invenzione riguarda essenzialmente un perfezionamento di un dispositivo di conversione dell’energia delle onde del mare in energia elettrica, che comprende un galleggiante, messo in movimento dalle onde, il cui spostamento è dato dalla somma di spostamenti orizzontali (scarroccio), verticali (sussulto) e rotazionali (rollio), e che trasmette le azioni delle onde a delle aste rigide o dei cavi ancorati al fondale marino mediante cerniere.

Le aste sono collegate a delle zavorre e ad un albero di trasmissione di un generatore elettrico mediante cavi o catene. Il moto rotatorio oscillante delle aste, è utilizzato per mettere in movimento l’albero di trasmissione del generatore di energia elettrica.




L’obiettivo principale dell'invenzione è quello di proporre il perfezionamento del dispositivo descritto nel brevetto IT 1413116, per la conversione dell’energia delle onde del mare in energia elettrica, mediante un miglioramento nello schema di collegamento dei cavi al galleggiante e della posizione della trasmissione del generatore. Lo schema di collegamento al galleggiante con una nuova posizione del generatore è in grado di aumentare il rollio del galleggiante (movimento rotatorio attorno al suo baricentro) rispetto al movimento di sussulto (verticale) e scarroccio (orizzontale), migliorando nel complesso l’efficienza di estrazione di energia complessiva del dispositivo.

La posizione dell’albero di trasmissione e del generatore è migliore da un punto di vista economico per tre motivi. Il primo è che si riduce il numero dei sistemi di trasmissione meccanica e di generatori che a parità di potenza estratta consentono una riduzione dei costi di realizzazione e di manutenzione del dispositivo. Il secondo è che si riducono le sollecitazioni nella struttura, che non sono più di tipo flettente ma di tipo assiale, in particolare di trazione, il che consente di utilizzare delle aste più economiche, o di sostituirle con cavi o funi, che costano molto meno delle aste. Il terzo è che è possibile ottenere delle velocità di rotazione dell’albero di trasmissione del generatore maggiori di quelle ottenibili con trasmissione e generatore posto alle cerniere; ciò consente di realizzare un più semplice, economico ed efficiente moltiplicatore di giri, necessario per un collegamento diretto ad un generatore elettrico.

Un altro obiettivo è che lo stesso dispositivo abbia un punto di equilibrio stabile, e che le oscillazioni rotazionali orizzontali o verticali, rispetto allo stesso punto di equilibrio, permettano di azionare un generatore di energia elettrica. Un altro obiettivo ancora è che lo stesso dispositivo possa essere installato in corrispondenza di fondali poco profondi oppure in corrispondenza di fondali molto profondi.

Un ulteriore obiettivo è che lo stesso dispositivo possa essere parte di un sistema modulare che permetta di produrre una quantità di energia proporzionale alla superficie di mare utilizzata, oppure proporzionale al numero di moduli installati.

Un ulteriore obiettivo ancora è che lo stesso dispositivo possa auto-orientarsi, senza l’ausilio di altri dispositivi accessori, quando cambia la direzione prevalente delle onde del mare.

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda italiana IT 10 2015 000041327 e la domanda internazionale PCT/EP2016/068591, ed entrambe hanno ottenuto un parere pienamente favorevole al rilascio dei rispettivi brevetti.

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Sistema chirurgico e relativo procedimento per il by-pass
fra segmenti vascolari non funzionalmente contigui.


22 agosto 2017 - L'invenzione riguarda essenzialmente un sistema chirurgico che comprende un catetere a palloncino con ago, dei fili guida ed uno stent vascolare opportunamente sagomato. Il sistema permette di realizzare, per via esclusivamente endovascolare, un by-pass fra segmenti vascolari che sono non funzionalmente contigui. In questo modo è possibile far superare al sangue un'ostruzione che si sia verificata a livello dei vasi sanguigni.




Com'è noto, il by-pass aorto-coronarico è da sempre considerato una soluzione per il trattamento di una malattia coronarica trivasale (ovvero con coinvolgimento di tutti e tre i rami coronarici) severa e moderata. Questo nonostante negli ultimi anni la tecnologia degli stent, ed in particolare degli stent medicati, abbia aumentato sensibilmente la sicurezza e l'efficacia di questi dispositivi nel trattamento della malattia aterosclerotica coronarica. A questo proposito, anche i più recenti studi clinici di confronto fra le due metodiche di rivascolarizzazione nei pazienti trivasali hanno evidenziato come il by-pass aorto-coronarico sia significativamente vantaggioso, sia in termini di riduzione della mortalità, che di riduzione del rischio di infarto, già a cinque anni di distanza dal trattamento, vantaggio che continua comunque ad aumentare con il passare del tempo.

E' ampiamente dimostrato che il vantaggio significativo della chirurgia tradizionale, rispetto alle metodiche endovascolari, derivi principalmente dall'utilizzo dell'arteria mammaria interna (IMA) come condotto di scelta per la rivascolarizzazione dell'arteria discendente anteriore (LAD). In effetti la IMA ha un ridotto rischio di occlusione e di aterosclerosi, rimanendo pervia nella maggior parte dei pazienti, anche a distanza di molti anni, rispetto ai graft venosi (SVG). Questo assicura quindi un buon flusso di sangue ossigenato nel territorio di distribuzione dell'arteria discendente anteriore (LAD) con discrete pressioni di perfusione, anche in presenza di malattia severa del vaso ricevente. E' di comune osservazione che per livelli simili, anche molto gravi, di burden aterosclerotico, i livelli di riserva coronarica siano notevolmente superiori se è presente un graft arterioso in mammaria interna.

Recentemente, uno studio mediante TAC coronarica dei rapporti anatomici fra strutture vascolari toraciche ha permesso di mettere in evidenza l'estrema vicinanza della mammaria interna (LIMA) con l'arteria discendente anteriore (DA). Esiste in effetti in tutti i pazienti studiati un punto del torace in cui le due arterie si incrociano essendo separate solo da alcuni millimetri di tessuto sieroso. Inoltre è ben nota, fin dall'inizio del secolo scorso, la presenza di by-pass naturali fra la IMA e le coronarie attraverso il ramo pericardiofrenico. La presenza di queste anastomosi è stata in effetti il razionale della legatura chirurgica della IMA prima dell'avvento del by-pass aorto-coronarico. Recentemente uno studio ha messo in evidenza che, nella maggior parte dei pazienti, è possibile reclutare collaterali funzionanti fra la IMA sinistra (LIMA) e la LAD e fra la IMA destra (RIMA) e la coronaria destra (Cdx).

La metodologia proposta, e supportata dalla presente invenzione, è quella della confezione di un by-pass fra la LIMA e la LAD e fra la RIMA e la Cdx con tecnica interamente endoscopica, sfruttando gli stretti rapporti anatomici e funzionali fra le due strutture vascolari. La stessa tecnica può essere adottata per la creazione di by-pass anche in altri segmenti vascolari.

Questa nuova tecnica endovascolare permette di poter rivascolarizzare con l’arteria mammaria interna anche soggetti ad oggi esclusi dall’intervento tradizionale, oltre che aprire nuove possibilità alla chirurgia endovascolare. Questo riduce le complicanze post-operatorie e non richiede la sedazione profonda e l’intubazione oro-tracheale del paziente. Permette inoltre un recupero quasi immediato dall’intervento, senza necessità di monitorare il paziente in una terapia intensiva post-operatoria.

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di Brevetto Europeo alla quale è stato assegnato il numero EP 17425073.

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Ottenuto brevetto europeo: Endoprotesi per l'esclusione vascolare totale del fegato.


11 luglio 2017 - L'invenzione riguarda un dispositivo ad uso medico che è costituito da una endoprotesi transfemorale o trans-safena temporanea per l'esclusione vascolare totale del fegato.
Questo dispositivo risulta particolarmente adatto per un utilizzo negli interventi chirurgici più critici a carico del parenchima epatico: epatectomie maggiori con sospetta infiltrazione venosa sovraepatico-cavale e nei traumi epatici con lesioni vascolari maggiori.



Infatti, l'endoprotesi costituisce un bypass interno temporaneo endovenoso che permette di mantenere inalterato il ritorno del flusso ematico cavale al cuore, e permette allo stesso tempo, unita alla manovra di Pringle, l'esclusione vascolare totale del parenchima epatico.

Il fegato riceve sangue in ingresso dalla vena porta e dall'arteria epatica, e lo restituisce filtrato al sistema cavale tramite le tre vene sovraepatiche. L'esclusione vascolare del fegato, secondo l'invenzione, consiste nel blocco del flusso di sangue in ingresso al fegato, attraverso la chiusura con clamp o tourniquet del peduncolo epatico (arteria epatica, coledoco e vena porta: manovra di Pringle), con il simultaneo blocco in uscita, in modo tale che il sangue non possa refluire dalla vena cava inferiore verso le vene sovraepatiche.

Per eseguire il blocco in ingresso si ricorre quindi alla manovra di Pringle, già nota nelle attuali tecniche chirurgiche, mentre per eseguire il blocco in uscita si interviene direttamente sulla stessa vena cava, dall'interno, chiudendo i condotti di deflusso (vene sovraepatiche). Questa chiusura avviene installando un'endoprotesi, che è inserita dalla vena femorale o safena e poi fatta scorrere all'interno della vena cava inferiore, raggiungendo quindi con la parte distale il tratto cavale retro e sovraepatico, bloccando dunque con le pareti laterali i fori di immissione dalle vene sovraepatiche alla vena cava.

L'endoprotesi ha una parte principale di forma cilindrica che si estende longitudinalmente. La parte che è posizionata in corrispondenza del tratto distale di una guida interna, una volta spinta nella vena cava, libera una lamina autoespansibile spiraliforme, così da aderire stabilmente alla parete interna della vena cava. L'autoespansione mantiene uno spazio necessario, endocavitario, così da permettere il passaggio del flusso sanguigno venoso al proprio interno, in modo tale da mantenere inalterato il ritorno venoso al cuore.

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto ed ha ottenuto un parere pienamente favorevole al rilascio del Brevetto Europeo.

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Il Brevetto Europeo Unitario: che cos'è e a che punto siamo ?

di Angelo Zizzari




22 marzo 2017 - Un paio d'anni fa era stata diffusa la notizia su tutti i giornali del rifiuto da parte dell'Italia e della Spagna dell'utilizzo delle lingue straniere per il testo dei brevetti europei confermati sul proprio territorio, al contrario degli altri Stati che stavano sottoscrivendo un accordo in tal senso.

Si era creata una gran confusione, in cui il messaggio trasmesso all'opinione pubblica dava la sensazione di nuovi confronti con le istituzioni dell'Unione Europea e del riemergere di nuovi nazionalismi che rivendicavano il diritto degli Stati di usare la propria lingua nazionale.

Niente di tutto questo.

Il Brevetto Europeo esiste già dal 1973, e...(segue)

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L'Olanda e l'Innovazione tecnologica.

di Angelo Zizzari


Dio ha creato tutto il mondo, ma non l'Olanda. Questo Paese è stato creato direttamente dagli olandesi” - proverbio locale.





La Storia dell'Olanda è fortemente intrecciata alla Storia dell'Innovazione tecnologica.

Pensiamo ad esempio al fatto che gran parte del territorio dei cosiddetti Paesi Bassi è stato sottratto alle acque del mare attraverso delle grandi opere di ingegneria: mille chilometri di dighe artificiali; che il sistema dei trasporti nelle grandi città è già da tempo eco-sostenibile, con un uso diffuso delle biciclette, dei tram e della navigazione nei canali; che la fonte primaria di energia è stata storicamente l'energia eolica, catturata dai mulini a vento, per ogni tipo di utilizzo: per prosciugare i terreni acquitrinosi, per pompare acqua al di là delle dighe, per far funzionare macchine di ogni genere, da quelle per la produzione alimentare e casearia, agli impianti delle falegnamerie, ai mezzi meccanici per la lavorazione di ogni tipo di prodotti e materiali.

Un Paese tradizionalmente multiculturale e tollerante, in cui, come scriveva Spinoza nel '600 “vivono in piena concordia uomini di ogni nazionalità e di ogni confessione religiosa”.

Proprio il '600 fu il Secolo d'Oro dell'Olanda, in cui ci fu una rapida crescita in ogni campo produttivo, da quello dell'economia a quello dell'arte e della cultura in genere...(segue)

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TYREFAST 2016 - Dispositivo di supporto allo smontaggio e rimontaggio di gomme.




23 dicembre 2016 - L'invenzione riguarda un dispositivo meccanico di supporto allo smontaggio e rimontaggio di gomme delle ruote di veicoli, preferibilmente ruote di motoveicoli ma non limitatamente ad essi.

In particolare, il dispositivo è costituito da una serie di componenti che possono essere disassemblati e riassemblati in varie posizioni. In questo modo essi possono implementare, nel dispositivo complessivo, varie funzioni tipiche delle fasi di smontaggio di una ruota da un cerchione, quale ad esempio la fase di distacco del bordo della gomma dal profilo del cerchione, applicando una pressione in vari punti sulla parete laterale della gomma, e la fase successiva di rimozione dal cerchione, applicando una guida radiale che implementa un movimento di rotazione e separazione tra il bordo della gomma ed il profilo del cerchione stesso.

Allo stesso modo, il dispositivo permette di implementare le fasi di montaggio di una gomma su un cerchione, utilizzando la stessa guida laterale che implementa un movimento di rotazione e inserimento del bordo della gomma all'interno del profilo del cerchione stesso.

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto per invenzione industriale numero IT 2016/00130498, che ha ottenuto un parere pienamente favorevole da parte dell'Ufficio Brevetti.






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Dispositivo di blocco di posizione interno, per infissi di porte, finestre e porte-finestre.





12 settembre 2016 - L'invenzione riguarda un dispositivo di blocco di posizione interno, applicato per esempio ad infissi di finestre, che permette di mantenere la finestra bloccata in posizione completamente aperta, senza il rischio che il vento possa richiuderla o farla sbattere.

Il dispositivo mantiene la finestra bloccata in posizione aperta, e permette alle persone di agire sul meccanismo di aggancio e di sgancio in modo semplice, comodo e agevole, senza dover correre il rischio di sporgersi dalla finestra. Inoltre, il dispositivo dell'invenzione è regolabile ed adattabile, ed è contenuto tutto all'interno delle ante delle finestre, per cui esso risulta invisibile all'esterno e non ha nessun impatto estetico sulle facciate degli edifici.

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda per invenzione industriale ed ha ottenuto il brevetto IT 1423945 del 22 agosto 2016.

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OCTO TELEMATICS: la storia di un'azienda che ha inventato la 'scatola nera' per le automobili.

dal giornale La Repubblica




11 luglio 2016 - È cominciato tutto con una polizza da pagare. Ora è uno di quelli che chiamano ‘miracoli italiani’. Storie favolose sospese tra genio e destino, caparbietà e fortuna, che forse possono scriversi solo da queste parti.

“Mia moglie lavorava all’estero, la sua macchina era chiusa in garage da due anni. A impolverarsi. Però ogni sei mesi c’era da saldare il premio dell’assicurazione. Ho detto: basta, buttare via i soldi”. Fabio Sbianchi, 53 anni, è l’ad di Octo Telematics, giovane azienda romana – oggi però la sede marketing e sales è a Londra che l’anno passato ha fatturato 166 milioni di euro con 230 dipendenti, e nell’ultimo mese ha chiuso altri 200.000 contratti. Un gioiello ipertecnologico, leader mondiale della assicurazione telematica, 3 milioni e mezzo di clienti in 26 paesi: dalla Cina alle Hawaii, Brasile e Inghilterra, Usa, Spagna, India, un mercato in febbrile espansione.

E’ cominciato tutto solo 16 anni fa. Con quella polizza e una piccola, rivoluzionaria idea: la ‘scatola nera’ per automobili e moto, un apparecchio grande nemmeno come un pacchetto di sigarette – ma da settembre sarà una chiavetta Usb – che ha permesso di riscrivere il rapporto tra assicurati e compagnie, consentendo ai primi sostanziosi risparmi e ai secondi di non dover più fare i conti con i troppi ‘furbetti’ che condizionavano prezzi e servizi. E pensare che per 3 anni nessuno gli voleva dare retta.

Si parte dal 1999, dalla rata semestrale da saldare. “Quel giorno parlo con un amico ingegnere, Giuseppe Zuco : inventiamoci qualcosa che permetta di pagare solo il giusto, gli dico.

Ecco: l’idea di base era un ‘contatore assicurativo’, un’assicurazione pay- per-use. Fabio Sbianchi (che aveva iniziato come project manager all’assessorato all’anagrafe di Roma) lavorava a Viasat, antifurti satellitari. Se ne va. Nasce la prima ‘scatola nera’. “Ma ci sono voluti 3 anni prima di trovare un finanziatore, qualcuno che investisse 3 milioni per la startup. Non esisteva l’idea, il mercato, il prodotto, dati che ci supportassero”. Passano altri 3 anni. Ed è solo nel 2005 che si avvia una relazione importante con Unipol, ancora oggi il primo cliente mondiale di Octo (che è il provider ufficiale di 50 compagnie) con oltre 2,2 milioni di clienti telematizzati.

La scatola nera – che nel resto del mondo chiamano clear box – viene di solito inserita dietro il cruscotto: ha un emisfero che sostanzialmente contiene il profilo del cliente; nell’altro, una serie di chip permette di rilevare la posizione dell’auto, registrandone ogni tipo di movimento ed eventualmente di sinistro. Il data base consente alla compagnia assicuratrice di applicare un prezzo personalizzato all’automobilista. Il risparmio viaggia mediamente tra gli 80 e i 100 euro l’anno.

L’idea dei due amici romani è stata copiata da 150 imprese internazionali. “Nel business se vuoi crescere devi aprirti, inutile porre barriere. Anzi”. L’azienda italiana detiene il brevetto e controlla il 45% del mercato mondiale: al primo posto in Italia (2.800.000 clienti), Usa e Gran Bretagna. Il centro operativo, che è ancora nella Capitale, gestisce e processa circa 180.000 chilometri di dati al minuto.

Octo dal 2010 è entrata in Spagna, Francia, poi Inghilterra. Dal 2011 negli Usa, diventati il secondo mercato dopo quello italiano: la clear box italiana è stata adottata da 7 compagnie statunitensi (70.000 nuovi clienti nel solo mese di aprile). Uffici a Stoccarda, Parigi, Madrid, Boston, San Diego. E San Paolo, in Brasile.

“Le prospettive sono straordinarie, soprattutto nei paesi emergenti. Pensa alla Cina, dove abbiamo avviato da tempo dei contatti. Sono posti dove il concetto di assicurazione auto è diverso: in Cina, ad esempio, non è obbligatoria. E quindi c’è due volte bisogno di uno strumento chiaro come il nostro”.

Octo Telematics appartiene a due fondi di investimento, uno russo e l’altro angloamericano. Nei prossimi due o tre anni potrebbe essere quotata al Nasdaq, la borsa elettronica Usa. “Dicono che il fondatore dovrebbe restare sempre padrone dell’azienda. Ma quel tipo di egoismo non ha fatto mai per me, fin dall’inizio: meglio avere poco di un’azienda e realizzare l’idea, piuttosto che nulla e tenersi il 100%”. Un’idea nata da una polizza da pagare.

“Noi italiani spesso ci sottovalutiamo, ma di storie così ne possiamo scrivere tante”.

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Brexit: quali effetti ci saranno sui Brevetti Europei confermati nel Regno Unito ?

di Angelo Zizzari




24 giugno 2016 - L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea è un evento storico che avrà conseguenze importanti, forse nemmeno immaginabili nel breve periodo.

Sul piano brevettuale occorre specificare che l’Ufficio Brevetti Europeo (EPO), anche se si chiama in questo modo, non è una istituzione ufficiale dell’Unione Europea, ma è un organismo sovranazionale indipendente, in cui i singoli Stati hanno un loro rappresentante nel Consiglio di Amministrazione.
E’ come fosse una “società privata” con una propria autonomia di gestione che non è condizionata dalla politica (almeno non direttamente) e non appartiene alle istituzioni dell’Unione Europea.

La Convenzione sul Brevetto Europeo è stata sottoscritta da 38 Stati e in essa sono compresi molti Stati non appartenenti all’Unione Europea, come ad esempio Islanda, Norvegia, Svizzera, Turchia, etc.

La Convenzione sul Brevetto Europeo si limita ad accordi nel settore dei brevetti, per cui si presume che gli effetti sui brevetti nel Regno Unito non dovrebbero essere condizionati dai nuovi eventi. L’Ufficio Brevetti inglese dovrebbe continuare a riconoscere i brevetti dell’Ufficio Brevetti Europeo sul proprio territorio, così come stabilito dalla Convenzione sul Brevetto Europeo.

Tra l’altro il Regno Unito ha dei consistenti privilegi nel sistema del Brevetto Europeo, avendo imposto la propria lingua inglese come una delle lingue ufficiali nelle procedure dell’EPO, e permettendo ai brevetti europei di essere confermati nel proprio Paese senza successive traduzioni.

Quello che potrebbe succedere nella situazione attuale è che, nel Brevetto Europeo, il Regno Unito vada a far parte dei Paesi extra-UE, come Norvegia, Svizzera, Islanda, etc., per i quali comunque attualmente non c’è distinzione, e non c'è nessun problema nel riconoscimento del brevetto Europeo sul loro territorio, allo stesso modo dei propri brevetti nazionali.

E’ anche vero che, rinegoziando tutti gli accordi e trattati, il Regno Unito potrebbe decidere in un caso limite di uscire anche dalla Convenzione sul Brevetto Europeo. In quel caso occorrerà stabilire nuove regole e soltanto in quel momento sapremo come saranno gestiti i brevetti già rilasciati ed in itinere. Nel peggiore dei casi, potrebbe essere richiesto un ulteriore esame per confermare un brevetto Europeo in UK. Ma è improbabile.

Ad ogni modo, anche se il Regno Unito si staccherà dalle Istituzioni dell’Unione Europea, esso sarà sempre in un rapporto di inter-dipendenza con l’Europa, e probabilmente acquisirà uno status simile a quello attuale della Svizzera e della Norvegia.

Sempre che non sia indetto entro due anni un nuovo referendum che ribalti nuovamente la situazione.

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Le frontiere dell'innovazione: il Large Hadron Collider del CERN di Ginevra.

di Angelo Zizzari




3 giugno 2016 - E' il posto più caldo dell'universo e allo stesso tempo uno dei posti più freddi dell'universo. Dove si trova ? In una galassia lontana lontana ? Nelle zone più remote ai confini dello spazio e del tempo ? No. E' proprio qui, sulla Terra, sul nostro pianeta, e lo abbiamo creato noi.

Si trova al confine tra Francia e Svizzera, a mezz'ora di autobus dall'aeroporto internazionale di Ginevra. E' il Large Hadron Collider, LHC, l'anello di 27 chilometri per la collisione di fasci di particelle a velocità prossime a quelle della luce.

E' in grado di utilizzare l'equazione di Einstein di equivalenza tra massa ed energia per fare il contrario di quello che si fa normalmente con i combustibili, in cui di solito si converte massa in energia. In questo caso si converte energia in massa. E per creare massa la stessa equazione ci dice che di energia ne dobbiamo utilizzare tanta, davvero tantissima.

Così acceleriamo fasci di particelle veloci, velocissimi, quasi alla velocità della luce. Per curvare questi fasci di particelle su un percorso ad anello utilizziamo dei campi magnetici elevatissimi, che possono essere creati soltanto da correnti elettriche molto intense, quelle che percorrono dei materiali superconduttori ad una temperatura prossima allo zero assoluto.

Tutto questo per creare, con una collisione frontale a 13 TeraElettronVolt, le condizioni di temperatura più estreme, di circa 5,5 Trilioni di °C, raggiunte soltanto ai primi istanti dopo la nascita dell'universo, il cosiddetto Big Bang.

Ma niente paura, anche a tali condizioni estreme, non c'è pericolo di implosioni cosmiche, creazioni di giganteschi buchi neri o catastrofi universali. Gli scienziati affermano che l'universo, con le sue leggi fisiche, il suo tessuto spazio-temporale e la sua struttura, è molto difficile da rompere e a prova di esperimenti anche estremi.

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Dispositivo a dosso stradale per la produzione di energia elettrica.




7 aprile 2016 - L'invenzione riguarda essenzialmente un dispositivo a dosso stradale per il rallentamento dei veicoli, equipaggiato con un sistema per la produzione di energia.

Il dispositivo presenta una cavità interna costituita sostanzialmente da una camera d'aria derivante dall'industria dei pneumatici, e un profilo esterno costituito dal battistrada degli stessi pneumatici.

Questo oggetto complessivo, opportunamente sagomato e costruito nella grandezza ideale di utilizzo, permette di convogliare una determinata quantità d'aria in pressione verso un condotto di un circuito ad aria compressa, che può attivare direttamente gli ingranaggi di un generatore elettrico, oppure la stessa aria compressa può essere immagazzinata in appositi serbatoi per un utilizzo successivo di generazione di energia.

Il sistema comprende una valvola alla base del dispositivo che si attiva soltanto in determinate condizioni di pressione, in modo tale che lo stesso dispositivo possa esercitare una funzione di rallentamento sui veicoli, quando questi viaggino ad una velocità superiore a quella stabilita (tipicamente 30 Km/h), mentre possa convogliare direttamente aria in pressione quando i veicoli viaggino ad una velocità inferiore a quella stabilita.

Una serie di lamelle trasversali sulla superficie superiore del dispositivo permette che l'aria nella cavità interna sia spinta omogeneamente in avanti seguendo un profilo ad onda, fino ad arrivare nel punto di diramazione in corrispondenza della valvola.

Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto per invenzione industriale alla quale è stato assegnato il numero UA2016A002913 del 7 aprile 2016. Durante la fase d'esame l'Ufficio Brevetti ha riconosciuto nell'invenzione tutti i requisiti di brevettabilità.

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Edimburgo nel periodo dell'Illuminismo scozzese: un centro mondiale di innovazione.

di Angelo Zizzari


Il numero di geni che appaiono in un dato campo in un dato periodo è una funzione non della quantità di geni disponibili ma, piuttosto, dell'attrattività di quel campo” - Eric Weiner.





Edimburgo non è soltanto una città della Scozia dal grande fascino di arte, storia, cultura, monumenti, letteratura e architettura.

Edimburgo è stata, nel periodo dell'Illuminismo Scozzese, un centro mondiale di innovazione. Da qui sono partite le idee che hanno portato alle moderne democrazie, alla Rivoluzione francese, alla Rivoluzione industriale, alle teorie dell'evoluzione darwiniana, allo sviluppo della scienza e della tecnologia.

La tecnologia attuale, come la conosciamo, deve molto al movimento culturale che si è sviluppato in Scozia nel XVIII secolo, e che ha avuto tra i suoi esponenti più illustri David Hume, filosofo, Adam Smith, economista, e James Watt, ingegnere.

Il pensiero di questi personaggi è fortemente intrecciato e correlato, ed ha contribuito a creare in Edimburgo quel clima favorevole all'innovazione, che ha attratto le menti più brillanti di quel periodo storico e ha costituito il volano della Rivoluzione industriale dell'era moderna... (segue)

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Il modello d'utilità: quando l'innovazione è semplice ma utile.






17 marzo 2016 - Una penna elettronica per riportare la propria firma direttamente sul tablet, uno stendipanni per poter inserire i panni senza l'uso di mollette, un elemento pensile che si aggancia ad una guida scorrevole sul soffitto degli appartamenti, sono tutte innovazioni per le quali è stato ottenuto un rispettivo brevetto per modello d'utilità e che riguardano innovazioni semplici ma che conferiscono una particolare comodità di utilizzo.

Il brevetto per modello d'utilità, a differenza di quello per invenzione industriale, ha una durata di dieci anni anzichè venti, ma conferisce le stesse tutele di protezione legale dell'innovazione come per il brevetto per invenzione industriale. Il costo in genere è ridotto, perchè la descrizione è più sintetica, e si arriva direttamente al brevetto senza un esame formale o una ricerca d'anteriorità. In compenso il modello d'utilità può essere esteso all'estero convertendolo in invenzione industriale di fronte all'Ufficio Brevetti Europeo, oppure come modello di design di fronte all'Ufficio per l'Armonizzazione dei Mercati Interni (UAMI).

Lo Studio Zizzari ha seguito la procedura di richiesta ed ottenimento dei suddetti brevetti per modello d'utilità n. IT 0276654, IT 280480 e IT 280890.

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Ottenuti nuovi brevetti nel settore dell'industria petrolifera: tubi compositi flessibili per il trasporto di idrocarburi da/verso navi cisterna petrolifere.




Il brevetto europeo EP 2607767 riguarda essenzialmente un dispositivo che permette la tenuta idraulica nei raccordi dei tubi, e più precisamente nei raccordi per tubi flessibili, e comprende una o più scanalature radiali, ricavate sulla superficie esterna della parte che si va ad inserire nei tubi, il cosiddetto còdolo; tali scanalature costituiscono delle sedi per guarnizioni ad anello, dette O-ring.

Il brevetto italiano IT 0276668 riguarda una nuova tipologia di tubi compositi atti al trasporto di gas liquefatti, ottenuta con l'applicazione a tubi flessibili compositi, preferibilmente Compotec® Cryotec 660, di uno o più strati di materassino a base di aerogel (gel di silice), preferibilmente Cryogel® Z, in modo tale da garantire un efficace isolamento termico durante la fase di trasporto dei gas liquefatti.

Il brevetto italiano IT 0276669 riguarda un sistema in grado di combinare efficacemente la funzione di protezione di tubi e quella di supporto all’inserimento di un mezzo atto al sollevamento degli stessi. In particolare la funzione di protezione è riferita agli stress meccanici indotti durante le operazioni di sollevamento e successivo posizionamento a terra dei suddetti tubi. Nello specifico la funzione di protezione è affidata ad uno o più elementi ad anello che, applicati attorno al diametro esterno del tubo, provvedono a mantenerlo sollevato da terra evitando così il contatto diretto con il terreno.

Il brevetto italiano IT 0281052 riguarda una nuova tipologia di tubi compositi atti al trasporto di sostanze chimiche particolarmente aggressive, ottenuta mediante l'applicazione interna a tubi flessibili compositi, preferibilmente Compotec®, di un cross film laminato costituto da uno o più strati molto sottili di Politetrafluoroetilene (sigla PTFE) puro, tra loro sovrapposti e incrociati. In particolare la presente innovazione trova il suo campo di applicazione nell'industria chimica e petrolchimica, nei settori dei servizi e dei trasporti i quali si trovano quotidianamente ad affrontare differenti problematiche legate al trasporto di fluidi con proprietà altamente corrosive, e nel settore marino/navale in generale dove può essere impiegato in contesti sia onshore che offshore e per operazioni sia ship to ship che ship to shore di trasporto e/o travaso di fluidi e sostanze chimiche.

Lo Studio Zizzari ha seguito tutte le fasi di preparazione, deposito ed esame delle suddette domande, fino all'ottenimento dei rispettivi brevetti italiani ed europei.

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Conferenza BIOMEDevice di San Jose - California.




Certamente il settore dei dispositivi biomedicali è uno di quelli in cui l'innovazione tecnologica trova maggiore applicazione, e alla Conferenza BIOMEDevice di San Jose - California, dal 2 al 3 dicembre 2015 di innovazione ne è stata presentata molta. Oltretutto, considerata la dilagante applicazione dei dispositivi collegati ad internet, secondo le tecnologie IoT - Internet of Things, la conferenza è stata integrata con l'evento “Designers of Things” dedicato alle presentazioni dei progettisti di questi tipi di dispositivi. E ancora, con l'avvento dei nuovi prodotti elettronici, come ad esempio l'orologio di Apple/ Samsung e gli occhiali di Google, c'è un gran proliferare di prodotti indossabili, con sensori e microprocessori installati ad esempio direttamente nei vestiti o negli scarponi degli sci. (segue)

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Founder World 2015 - La più grande conferenza di start-up di San Francisco.



27-28 ottobre 2015 - Lo Studio Zizzari ha partecipato al Founder World 2015 di San Francisco, che ha riunito gli imprenditori di nuove imprese da tutto il mondo per indicare come navigare al meglio nei viaggi delle loro start-up. Migliaia di nuovi imprenditori, leader del settore, sviluppatori, investitori ed aspiranti imprenditori si sono incontrati con esperti del mondo dell'industria, appartenenti a reti di potenziali partner, per presentare le nuove imprese che definiranno il prossimo futuro.





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Ottenuto brevetto in Europa, negli Stati Uniti e in Sud Africa
per dispositivo di generazione di energia dalle onde del mare.



        

5 ottobre 2015 - L'invenzione riguarda un dispositivo di conversione dell’energia meccanica delle onde del mare in energia elettrica, che comprende un galleggiante che segue il livello delle onde del mare, e che trasmette il suo spostamento a delle aste rigide ancorate al fondale marino.



Il moto oscillante delle aste rigide, rispetto ad un perno di riferimento, è utilizzato per mettere in moto gli ingranaggi di un generatore di energia elettrica, oppure per spingere in pressione un fluido all’interno di un circuito idraulico, in grado a sua volta di mettere in moto gli ingranaggi di un generatore di energia elettrica posizionato a distanza, per esempio sulla terraferma.

Lo Studio Zizzari ha seguito la procedura di richiesta ed ottenimento del brevetto in Europa, negli Stati Uniti e nella Repubblica del Sud Africa.

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(segue)

 

 






Domande frequenti sui brevetti (1)

Domande frequenti sui brevetti (2)

Per sottoporre un nuovo quesito:

 



Unusually Excellent

di John Hamm





Founders at Work.

di Jessica Livingston





The Pleasure of
Finding Things Out.


di Richard P. Feynman





Creativity Inc.

di Ed Catmull





IDEA MAKERS

Personal perspective on the lives and ideas of some notable people.


di Stephen Wolfram




Making Ideas Happen.

di Scott Belsky





THE IDEA HUNTER

How to find the best ideas
and make them happen


di Andy Boynton e Bill Fischer





NIKOLA TESLA

Imagination and the man that
invented the 20th century


di Sean Patrick





THE CREATIVE HABIT

Learn it and use it for life


di Twyla Tharp





THE INNOVATOR'S DNA

Mastering the five skills of disruptive innovators.

di Jeff Dyer et al.





Originals: How Non-Conformists Move the World.

di Adam Grant





La Geografia del Genio

di Eric Weiner





Università di Berkeley, crocevia di innovazione.

di Angelo Zizzari



Il mondo delle start-up della Silicon Valley

di Angelo Zizzari





Intervista a Helen Greiner

fondatrice della iRobots

Intervista a Gene Frantz

della Texas Instruments

Intervista a Marcello Antonelli

My Mantra Srl - Roma

 





European Inventor Award 2015.
from the European Patent Office
(in english)

 





La brevettabilità dei sistemi informatici

di Angelo Zizzari



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 















Ufficio Brevetti Europeo



(domande Brevetto Europeo)

EPO: coordinate bancarie










World Intellectual Property Organization


(domande internazionali PCT)

WIPO: coordinate bancarie














 

 



Villa Olgiata

 

 

 

 

 

 

 
Ing. Angelo Zizzari
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