www.studio-zizzari.com

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

Storie di inventori: la storia di Edo Ferretti.

di Angelo Zizzari






Avete presente quelle spazzole ai lati delle scale mobili ? Pochi sanno a cosa servono e molti le utilizzano per spolverarsi le scarpe. E quelle spazzole le trovate un po' ovunque, sulle pareti dei vagoni della metropolitana, nei corridoi d'accesso degli aerei, negli scompartimenti dei treni, nelle macchine aspirapolvere, etc.

Sono degli oggetti nuovi, che prima non esistevano e adesso li trovate un po' dappertutto.

Ogni volta che osservo queste spazzole non posso fare a meno di ricordare il loro inventore, Edo Ferretti, che ho avuto l'onore e il previlegio di conoscere personalmente.
Eh sì, perchè succede che l'inventore di un'innovazione che si è diffusa in tutto il mondo può essere anche uno sconosciuto signore toscano, giunto per caso nel mio Studio di Roma nel 1998 per brevettare una Sua idea.
Purtroppo oggi il Sig. Ferretti non c'è più, è deceduto nel 2001, ma la Sua idea, la Sua innovazione è sopravvissuta a lui, e adesso, venti anni dopo la troviamo un po' dappertutto.

Il Sig. Ferretti, come molti inventori, aveva una personalità poliedrica e molto creativa, e quello che lo contraddistingueva era certamente il suo carattere amichevole, socievole ed il suo senso dell'umorismo. Era stato un cantante d'opera lirica, ed era sposato con una persona illustre e molto ammirata in tutto il mondo, il tenore Anita Cerquetti che, all'apice del successo, raggiunse una fama pari a quella di Maria Callas.

Ma le vicissitudini della vita hanno portato Ferretti e la sua famiglia a delle prove durissime, con dei periodi positivi ed altri molto negativi, al punto che egli decise di seguire altre strade, e reinventarsi con un'attività completamente diversa, come quella di inventore e piccolo imprenditore.
Mi invitò a vedere la sua officina di Via Mantegna a Roma, che aveva le pareti piene di scaffali, in cui riponeva tutti i prototipi di innovazioni che costruiva lui stesso.
Il mito americano dell'inventore che fa innovazione nel garage di casa si realizzava in un anonimo negozio / magazzino di Via Mantegna, dove Ferretti trascorreva le sue giornate a fare esperimenti.

Tutto orgoglioso mi parlava d'essere stato il primo ad aver ideato e realizzato una macchina industriale lavapavimenti, che utilizzava il moto degli ingranaggi di aspirazione del liquido di lavaggio come forza motrice per spostare la stessa macchina, che infatti aveva un peso considerevole.
In questo modo gli operatori non dovevano spingere o trascinare faticosamente la macchina, era la macchina stessa che si muoveva da sé e richiedeva soltanto d'essere guidata.
Come in una moderna storia di successo, aveva costruito lui stesso 50 esemplari di questa macchina e li aveva venduti personalmente e direttamente ai principali ospedali romani. Tutto bene. Finchè le aziende del settore non cominciarono a copiargliela.

E così, per la sua seconda invenzione importante, decise di rivolgersi al mio Studio per richiedere un brevetto, per impedire che questa volta gli copiassero l'idea. Questa volta l'innovazione era costituita da una spazzola installata su un supporto lineare, esattamente le stesse spazzole che adesso, dopo venti anni, troviamo sulle scale mobili e un po' ovunque.

Inizialmente Ferretti aveva pensato a questa innovazione per risolvere il problema dell'accumulo della polvere e della sporcizia all'interno degli spazi degli avvolgibili degli appartamenti. Poi, per estensione, si rese conto come un dispositivo simile potesse proteggere dalla polvere qualunque tipo di pareti, piani e superfici mobili con intercapedini.

Ne nacque un progetto entusiasmante. Ferretti allora sessantenne riuscì a vendere la sua idea, o più esattamente una licenza sui diritti di brevetto, ad un imprenditore suo amico che aveva più o meno la sua stessa età ed operava nel settore delle imprese di pulizia. Ricordo distintamente quando firmarono il contratto di licenza che preparai per loro, subito e al volo, mentre eravamo in strada, entrando in una pizzeria al taglio, chiedendo una penna in prestito, e firmando sul ripiano di vetro, tra gli scontrini e le pizze servite ai clienti.

Ricordo distintamente l'allegria e l'entusiasmo con cui Ferretti salì poi sulla moto, alle spalle del suo amico, e se ne andarono insieme tra le risate d'allegria e il rombo del motore. Sembravano due ragazzi in libera uscita dopo aver finito gli studi, goliardia e divertimento allo stato puro.

Ferretti urlava alla gente che incrociava con la moto: 'Signori.... Ho inventato il tappa-buchi !', con il suo allegro accento toscano, alludendo ad un divertente doppio senso.

Ed è così che voglio ricordarlo, mentre corre in moto a rallegrare tutti, e a comunicare felice il contenuto della sua invenzione.

E vorrei ringraziarlo, perchè fu proprio lui che mi affidò uno di quei primi incarichi del mio Studio che mi convinsero definitivamente a lasciare il posto fisso, e a mettermi in proprio. Grazie Edo Ferretti.



Edo Ferretti

(22 Luglio 2019)

* * *

 

 

 

 



Storie di inventori: la storia di Edo Ferretti.

di Angelo Zizzari



 

 
Ing. Angelo Zizzari
Piazzale Roberto Ardigo, 42
00142 Roma
ITALY

tel./fax.: +39 06 5405512
E-mail: info@studio-zizzari.com









© Copyright 2019    -    Studio Ing. Angelo Zizzari    -    P.IVA 09831351003    

Disclaimer