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D.Lgs. 10 feb 2005 Nuovo codice della proprietá industriale. |
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Legge 22 apr 1941 n.633 Legge sul Diritto d'Autore. |
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Il brevetto per invenzione industriale è un titolo che conferisce all’inventore dei diritti di produzione e commercializzazione esclusiva su tutto il territorio nazionale. Il procedimento per ottenere un brevetto prevede il deposito di una domanda presso l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), e normalmente richiede la consulenza di un professionista esperto, sia nel campo tecnico che in quello legale. |
Lo Studio comprende professionisti qualificati, abilitati ed iscritti nei rispettivi albi di competenza, ovvero Albo degli Ingegneri Roma (n.18591), Albo degli Avvocati Roma (n. 30956), Albo dei legali rappresentanti di fronte all'Ufficio Brevetti Europeo (EPO n. 09003820), ed Albo dei mandatari in marchi, disegni e modelli europei presso l'Ufficio dell'Unione Europea per la Proprietá Intellettuale (EUIPO n. 58198). Lo Studio fornisce consulenza ed assistenza in ogni fase relativa al deposito di una domanda di brevetto, in Italia e
all’estero, con particolare riferimento a: Tutte le suddette attivitá con la garanzia della competenza e del segreto professionale. Per entrare in contatto, per una consulenza, per informazioni specifiche su brevetti, o per una preparazione di una domanda di brevetto per invenzione, occorre fissare un incontro di persona, oppure in videoconferenza, per parlare dei dettagli dell'invenzione e di ogni aspetto della consulenza, possibilmente inviando una email con nome, cognome, indirizzo e numero di cellulare. Nell'ambito dello stesso incontro verranno fornite informazioni di tempi e costi che dipendono dal tipo di incarico conferito e dalla complessitá dell'invenzione. |
3 febbraio 2026 -
La presente invenzione riguarda essenzialmente un dispositivo che viene
applicato al tronco di un albero che ha subito un attacco parassitario, ed un relativo
procedimento di somministrazione di una sostanza, cosiddetta fitosanitario, che in
varie fasi, a breve e a lungo termine, sottopone lo stesso albero ad un trattamento per
debellare i parassiti e curare gli effetti nefasti da essi causati a livello biologico,
biochimico e molecolare.
L'azione dei parassiti infatti determina prima l'alterazione dei processi di nutrimento e
di scambio energetico della pianta, bloccando il meccanismo di fotosintesi, e poi a
lungo termine causa la morte definitiva degli alberi infestati.
Per contrastare tale azione si applica un fitosanitario, che è principalmente un antiparassitario
specifico per il tipo di malattia della pianta da debellare, letale per i
parassiti ma innocuo per il normale funzionamento delle piante, per la salute delle
persone e per l'equilibrio dell'ambiente. Esso permette agli alberi di
eliminare completamente i parassiti da cui sono infestati, di ripristinare i propri normali
equilibri di funzionamento biologico e di recuperare quindi il loro livello di salute
ottimale.
Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto presso l'Ufficio Italiano
Brevetti e Marchi (UIBM) ed ha ottenuto definitivamente il brevetto per invenzione industriale
n. 102024000003967 in data 29/01/2026.
"Vi ringrazio per la vostra impeccabile professionalitá nell'ottenimento anche di questo brevetto".
A.C. titolare ed inventore della domanda di brevetto.
28 ottobre 2025 - La presente invenzione riguarda essenzialmente un modulo abitativo a capsula, realizzato utilizzando un sistema costruttivo prefabbricato, modulare ed integrato. Più in particolare, l'invenzione è costituita da un edificio autonomo ed indipendente, completo di tutti i servizi caratteristici di una abitazione, come ad esempio il bagno e la cucina, e completo inoltre di impianto elettrico, impianto idraulico, impianto del gas, di riscaldamento e di climatizzazione, di sicurezza, di video-sorveglianza, televisivo, di telecomunicazioni, di scarico delle acque e di accumulo di liquami.
Il modulo abitativo è costruito ed assemblato in fabbrica, e in essa viene anche
allestito e rifinito nella sua forma finale, in modo tale da poter essere direttamente
trasportato ed installato nella sua posizione finale, necessitando solo ed unicamente
degli allacci alle rispettive reti di distribuzione nazionale, senza richiedere l'intervento
di operatori specializzati nel settore dell'edilizia e dell'impiantistica.
Lo spostamento rapido, l'installazione agevole e l'allestimento giá definitivo,
permettono di impiegare il modulo abitativo in normali contesti di edilizia civile e
privata; permettono inoltre la creazione rapida di villaggi turistici in luoghi remoti ed
impervi, come ad esempio zone deserte, a rischio inondazioni o di montagna, o
l'installazione rapida di rifugi in alta quota.
Ma l'utilizzo puó essere anche in contesti di
protezione civile per calamitá naturali, come inondazioni, frane, smottamenti,
epidemie, incendi e terremoti, oppure in politiche di emergenza abitativa e di edilizia
popolare, per accoglimento di rifugiati stranieri, o ancora in contesti di tipo esplorativo
o militare, con la rapida realizzazione di villaggi da campo, ospedali, uffici, cantieri
temporanei ed installazioni di vario tipo per vari tipi di utilizzo.
Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto presso l'Ufficio Italiano
Brevetti e Marchi (UIBM) ed ha ottenuto definitivamente il brevetto n. 20202500004204 in data
28/10/2025.
"Grazie per la professionalitá e la competenza mostrate. Ci sentiremo per una prossima iniziativa".
M.S. referente della societá titolare della domanda di brevetto.
12 maggio 2025 - Il dispositivo della presente innovazione è stato ideato principalmente per il trattamento delle acque, per poter riconfigurare le molecole dei sali disciolti nelle acque ed evitare quindi la formazione di sedimenti di calcare, oppure per polarizzare le molecole di calcare e farle reagire per ottenere idrogeno-carbonati solubili.
Più in particolare, il dispositivo comprende un elettrodo inserito all'interno di una
conduttura in cui fluisce un liquido, ed un elettrodo sulla superficie esterna della
conduttura, in modo tale che l'applicazione di una differenza di potenziale elettrico
possa determinare in un liquido conduttivo un passaggio di corrente, e
conseguentemente una polarizzazione oppure una riconfigurazione spaziale delle
molecole dello stesso liquido.
L'apparecchiatura elettronica oggetto della presente innovazione non elimina il
calcare, ma lo trasforma. Quando l'acqua attraversa la cella del sistema,
viene attuata una ionizzazione dell'acqua che consente la
trasformazione del carbonato di calcio insolubile,
in idrogeno carbonato di calcio /
bicarbonato di calcio solubile. Data la sua solubilitá, non si deposita nei tubi e quindi
anche scaldando l'acqua non si formano quelle incrostazioni causate dalla
precipitazione del carbonato di calcio.
Quindi, un unico dispositivo opportunamente adattato e configurato per questo tipo di
applicazione, e funzionante sul principio di base di generazione e trasmissione di una
corrente elettrica all'interno di un liquido conduttivo, è in grado di risolvere un problema
tecnico di abbattimento della formazione e sedimentazione di carbonato di calcio nelle
acque di un impianto civile ad uso industriale o domestico.
Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto presso l'Ufficio Italiano
Brevetti e Marchi (UIBM) ed ha ottenuto definitivamente il brevetto n. 20202300004065 in data
7 maggio 2025.
24 marzo 2025 -
La presente invenzione riguarda essenzialmente una macchina in grado di
generare un campo magnetico che riproduca le condizioni geomagnetiche
ancestralmente avvenute sul nostro pianeta nel corso dei millenni.
La forma e le
dimensioni della macchina sono tali da permettere l'inserimento, al proprio interno, di
un fiore attaccato alla pianta madre, e quindi nel pieno della sua attivitá vegetativa.
L'utilizzo della macchina permette di implementare un procedimento di azione e di
sperimentazione dell'effetto del campo magnetico sulla variazione genetica delle
piante, inducendone quindi cambiamenti significativi a livello cellulare e subcellulare.
Com'è noto, il campo magnetico terrestre è un fenomeno fisico naturale
presente sul pianeta Terra. Esso è assimilabile al campo magnetico generato da un
dipolo magnetico con poli magnetici non coincidenti con quelli geografici e non statici,
e con asse inclinato rispetto all'asse di rotazione terrestre.
Il campo magnetico terrestre non è costante nel tempo, né uniforme nello spazio. Le
variazioni del campo in direzione ed intensitá possono essere misurate e presentate
come valori medi giornalieri, mensili ed annuali. Nel corso delle ere geologiche queste
variazioni hanno portato alla deriva dei poli magnetici e a ripetuti fenomeni di
inversione del campo, ovvero di scambio dei poli magnetici Nord e Sud. In
concomitanza con le fasi di inversione dei poli magnetici, si sono verificati processi
evolutivi specifici.
Il campo magnetico influenza, infatti, il mondo vegetale in due modi.
In primo luogo alterando il DNA: durante le inversioni di polaritá tutte le forme di vita
sono esposte a una più intensa radiazione cosmica, capaci di produrre mutazioni
genetiche che sono la base per l'emergere e la selezione di nuove specie.
In secondo
luogo, le piante, piú che gli animali, sembrano essere ipersensibili alle variazioni del
campo magnetico, perché dotate di sistemi di "magnetopercezione": sono quelli che
trasmettono i segnali al Dna, inducendo l'attivazione di numerosi geni e causando
cambiamenti nei processi di accrescimento. Questi possono alterare i cicli biologici,
modificando per esempio le fioriture. Il tutto, a sua volta, ha forti ripercussioni sugli
insetti impollinatori e quindi sui frutti che la pianta produce e, da ultimo, sulla forza di
resistere alle pressioni della selezione naturale. Lo stress cosí ingenerato fa sí che
solo le specie più forti - dotate di mutazioni vantaggiose - diventino quelle dominanti.
Si pensa che le piante in genere possano essere influenzate attraverso il criptocromo
da un campo magnetico esterno anche il più piccolo campo magnetico terrestre. Un
debole campo magnetico fa spesso sopprimere il processo di crescita delle piante, la
divisione cellulare e la differenziazione, e induce cambiamenti significativi a livello
cellulare e subcellulare.
La presente invenzione ha come obiettivo principale, quindi, quello di
proporre una macchina in grado di generare un campo magnetico che riproduca le
condizioni geomagnetiche ancestralmente avvenute sul nostro pianeta nel corso dei
millenni. La forma e le dimensioni della macchina devono essere tali da permettere
l'inserimento, al proprio interno, di un fiore attaccato alla pianta madre, e quindi nel
pieno della sua attivitá vegetativa.
Un altro obiettivo è che la macchina permetta di implementare un
procedimento di azione e di sperimentazione dell'effetto del campo magnetico sulla
variazione genetica delle piante, inducendone quindi cambiamenti significativi a livello
cellulare e subcellulare.
Un altro obiettivo è che la macchina sia di facile ed agevole utilizzo, anche da
parte di operatori non specializzati, permettendone quindi un uso direttamente per
sperimentazione botanica e vegetale in genere, senza la necessitá di particolari abilitá
o competenze, per ottenere la variazione genetica delle piante.
Un ulteriore obiettivo è che la macchina possa essere montata e smontata
rapidamente e facilmente, che sia di facile ed agevole trasporto, e che occupi poco
spazio, in modo tale da poter essere trasportata a mano.
Un altro obiettivo ancora è che la macchina risulti particolarmente rapida nelle
operazioni, di utilizzo intuitivo, efficace nella variazione genetica delle piante, che sia
rapidamente configurabile per diverse varietá vegetali, e che permetta allo stesso
tempo di eseguire operazioni di selezione naturale delle piante in modo tale che esse
acquisiscano, migliorino o rimuovano determinate caratteristiche chimico-fisiche,
cellulari o subcellulari.
Lo Studio Zizzari ha preparato la domanda di brevetto depositata presso l'Ufficio Italiano
Brevetti e Marchi (UIBM), ed ha ottenuto in data 24 marzo 2025 il definitivo brevetto
per invenzione industriale n. 102023000006284.
"Vi ringrazio per il vostro supporto e la professionalitá che mi avete saputo fornire per il raggiungimento
di questo grande risultato".
A.C. titolare ed inventore della domanda di brevetto.
30 gennaio 2025 -
La presente innovazione riguarda un dispositivo di applicazione di un
impianto, particolarmente adatto per somministrare farmaci e/o integratori ad un
paziente, in posizione sublinguale e a lento rilascio.
Questo tipo di applicazione permette un assorbimento detto bifasico, prima attraverso
la mucosa sotto la lingua, e poi in piccola parte a livello intestinale.
Come à noto, infatti, attualmente alcuni farmaci sono posizionati sotto la
lingua (somministrazione sublinguale) oppure tra le gengive e le guance
(somministrazione buccale) in modo da essere assorbiti direttamente nei piccoli vasi
sanguigni che si trovano in quella sede.
Queste modalitá di somministrazione risultano particolarmente utili ed efficaci nel caso
ad esempio di una cura del ferro, in cui questo componente naturale da immettere nel
paziente evita di dare inconvenienti di malassorbimento ed altri effetti collaterali che si
verificano invece seguendo la via gastrica.
Tuttavia, attualmente la tecnica di somministrazione sublinguale, utilizzata per
l'assunzione di alcuni farmaci o integratori, non permette un lento rilascio.
Inoltre, non esiste alcun farmaco o integratore sublinguale, che sfrutti un
posizionamento specifico e semplice per il paziente. Tutti i farmaci o integratori
sublinguali sono a gocce, a compresse, o a film sottili idrosolubili, che sono posizionati
manualmente dal paziente senza alcun ausilio tecnico.
Proprio per questo motivo, il paziente che non segua con attenzione il
posizionamento, e la tenuta sotto la lingua, rischia di vanificare di molto il risultato, non
venendo il farmaco o l'integratore assorbito bene a livello di mucosa sotto la lingua.
La presente innovazione propone un dispositivo di applicazione ed un
impianto sublinguale, che garantisce un maggiore assorbimento del principio attivo,
una maggiore velocitá della sua immissione in circolo, una sua minore degradazione,
in quanto non deve attraversare la parete gastro-intestinale, e una maggiore quantitá
dello stesso principio attivo in circolo, grazie ad un lento rilascio dell'impianto
sublinguale.
Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato il testo della domanda di brevetto italiana ed ha ottenuto
definitivamente il brevetto n. 202023000002253, che è stato rilasciato il 7 gennaio 2025.
28 gennaio 2025 - L' invenzione riguarda essenzialmente un perfezionamento nei tubi flessibili compositi, che sono utilizzati prevalentemente per il trasporto di fluidi nel campo dell'industria chimica e/o petrolchimica, e nei settori dei servizi e dei trasporti.
Come è noto, un tubo flessibile composito comprende una superficie
cilindrica multistrato, costituita da strati di materiale di vario tipo, interposta tra una
spirale di rinforzo interna ed una spirale di rinforzo esterna, in modo tale che le spirali
interna ed esterna esercitino delle forze contrapposte che mantengano compatta la
struttura complessiva del tubo.
Attualmente, le spirali di rinforzo sono costituite da un filo metallico avvolto a spirale
ed avente una sezione di forma tonda.
Quindi, i vari strati che compongono il tubo sono tenuti insieme soltanto dall’azione
meccanica delle due spirali, gli strati non sono nè incollati nè vulcanizzati tra loro.
Questo conferisce il vantaggio di ottenere dei tubi di estrema flessibilitá, anche per
grandi diametri, oltre a quello della versatilitá conferita dal fatto di poter utilizzare
materiali di vario tipo per le componenti interne.
Tuttavia, il problema tecnico riscontrato nei tubi di grande diametro (superiore
ai 100 mm), è costituito dal collassamento della spirale interna, dovuto soprattutto
all’intenso utilizzo, alla ripetuta movimentazione ed agli angoli di curvatura imposti
durante le applicazioni operative.
Quello che avviene in pratica è uno spostamento della spirale interna, rispetto all'asse
longitudinale, per cause di vario tipo che non sono sempre rilevabili durante un esame
a posteriori. Più esattamente, la spirale interna, che è costituita da un filo metallico
avvolto a spirale ed a sezione circolare, tende a "slittare", spostandosi dalla sua
posizione iniziale fino al punto in cui le forze di azione meccanica della spirale interna
e di quella esterna non sono più contrapposte, ed il tubo quindi collassa.
Quando questo avviene, tutto il filo della spirale interna si sposta, e gli strati di
materiale della superficie multistrato si accumulano, fino a chiudere il passaggio
interno, rendendo quindi il tubo flessibile inutilizzabile.
Questo grave inconveniente è superato dalla presente invenzione, che ha
come obiettivo principale quello di realizzare un tubo flessibile composito, per il
trasporto di fluidi, nel campo dell'industria chimica e/o petrolchimica, avente una
spirale di rinforzo interna ed una spirale di rinforzo esterna, in cui la struttura
complessiva del tubo sia robusta e resti compatta, anche per tubi di grande diametro,
a fronte di intense sollecitazioni esterne, angoli di curvatura stretti, ed un utilizzo
prolungato nel tempo.
Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto ed ha ottenuto
definitivamente il brevetto Europeo EP 3884192 B1 in data 8 gennaio 2025.
18 giugno 2024 -
La presente invenzione riguarda essenzialmente una macchina ed un relativo
procedimento per l'incisione laser di un prodotto multistrato. Piú esattamente, la
tecnologia proposta permette di perfezionare la fase di fabbricazione del prodotto
multistrato, velocizzando le operazioni e riducendo gli inconvenienti noti di diffusione di
residui e polveri.
Il prodotto multistrato al quale ci si riferisce à costituito da uno strato di legno flessibile,
avente uno spessore sottile, che à sovrapposto ad uno strato di tessuto ed à connesso
ad esso tramite una colla, cosí come descritto nel brevetto EP 2776240.
La macchina della presente invenzione presenta almeno tre caratteristiche tecniche
innovative.
La prima à di implementare la tecnologia del laser galvanometrico per poter procedere
alle fasi di incisione ad una velocitá maggiore rispetto all'uso del plotter laser. Infatti, il
laser galvanometrico non richiede lo spostamento di mezzi meccanici per guidare il
raggio laser verso il punto di incisione, ma varia semplicemente l'orientamento di una o
piú lenti fisse per indirizzare il raggio verso la posizione piú opportuna. Il laser
galvanometrico standard à stato inoltre perfezionato, implementando almeno due testine
associate a delle rispettive sorgenti laser, che operano in modo simultaneo e coordinato
su aree adiacenti del prodotto da lavorare. In questo modo à possibile mantenere la
strumentazione laser vicina al materiale, e allo stesso tempo si mantiene un livello di
precisione elevato nei solchi di incisione.
La seconda caratteristica innovativa à di comprendere un tappeto rotante, sul quale à
appoggiata di volta in volta la parte di materiale da trattare che à trasportato in modo
simile ad una catena di montaggio. Una volta eseguita la lavorazione, il materiale, che à
normalmente costituito da pannelli multistrato, viene fatto scorrere in avanti trascinato dal
tappeto rotante, per poter procedere ad una lavorazione sulla sezione successiva, ed
ottenere cosí un processo produttivo continuo, rapido e senza tempi di interruzione per il
frequente carico e scarico del prodotto.
La terza caratteristica innovativa à di implementare un software appropriato di controllo
del laser, che permetta di integrare opportunamente il disegno dei bordi incisi su aree
adiacenti del materiale trattato. Infatti, avendo almeno due testine che incidono
autonomamente su aree adiacenti, il risultato potrebbe portare a disegni (pattern) con
discontinuitá sui bordi, con un evidente impatto negativo sull'estetica del prodotto finale.
Introducendo un disallineamento sui punti di inizio e fine di incisione sul bordo, si ottiene
invece una migliore continuitá del disegno (pattern) e quindi un maggiore livello
qualitativo nell'estetica del prodotto finale.
Lo Studio Zizzari ha preparato la domanda di brevetto internazionale per invenzione industriale
che è attualmente nella fase di esame.
27 marzo 2024 -
La presente invenzione riguarda essenzialmente una macchina arrampicatrice e
potatrice applicata ad un tronco di un albero. La stessa macchina è stata ideata e
progettata per poter salire in quota, arrampicandosi sulla corteccia dell'albero,
raggiungere i rami alti e sporgenti, e provvedere ad una potatura degli stessi, in modo
automatizzato e sotto un controllo remoto di un operatore a terra.
La macchina arrampicatrice è stata ideata in particolare per potare i rami alti degli alberi
delle palme, in genere difficilmente raggiungibili da una persona, con possibilitá allo
stesso tempo di spruzzare localmente una sostanza liquida nebulizzata, ad esempio un
anti-parassitario oppure un integratore biologico.
Ad ogni modo, il funzionamento della macchina permette un suo utilizzo per ogni tipo di
albero ad alto fusto, che abbia caratteristiche di robustezza per sostenere il peso di una
macchina di questo tipo.
Tutti gli inconvenienti della tecnica anteriore sono stati superati quindi dalla presente invenzione
che ha come obiettivo principale quello di proporre una macchina arrampicatrice e potatrice,
applicata ad un tronco di un albero.
Essa deve essere in grado di salire autonomamente
in quota, verso la sommitá dell'albero, e di scendere autonomamente in basso, verso la
base dell'albero, sulla base di un controllo remoto da parte di un operatore. Quando la
macchina si trova in quota, in prossimitá dei rami da tagliare, essa deve poter attivare
una sega elettrica circolare, a funzionamento autonomo, con rispettivo meccanismo di
sollevamento, spostamento ed orientamento, sempre sotto la direzione ed il controllo
remoto da parte di un operatore che si trovi distante e a terra.
Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato in data 30 settembre 2022 la domanda di brevetto
Europeo per invenzione industriale n. EP 22425043 che è attualmente nella fase di esame
da parte dell'Ufficio Brevetti Europeo (EPO).
17 gennaio 2023 - La presente invenzione riguarda un dispositivo elettrico ad uso medico, per il test allergologico cutaneo, da posizionare a contatto con la cute, preferibilmente dell'avambraccio di una persona. Esso è in grado di eseguire una serie di marchiature di aree sulla cute, ed emettere a comando un impulso elettrico che generi una perforazione superficiale della stessa cute.
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Il dispositivo comprende mezzi di erogazione a comando di uno o più allergeni, in gocce
o a micro-film liquido, sulle suddette aree marchiate, in modo tale che le sostanze entrino
in contatto con gli strati superficiali della cute, e sia possibile osservare il verificarsi di
un'eventuale reazione allergica. |
Nel prick test, alcune gocce di allergene purificato vengono posizionate sulla superficie
cutanea, solitamente dell'avambraccio, e successivamente la cute viene scalfita con una
lancetta monouso, al fine di lasciar penetrare l'allergene attraverso gli strati più
superficiali della cute. Dopo un'attesa di circa 15-20 minuti si valuta la reazione cutanea,
ottenuta in corrispondenza di ogni allergene precedentemente posizionato. La reazione a
livello dei singoli allergeni testati viene confrontata con un controllo positivo (solitamente
costituito da istamina) e con un controllo negativo (solitamente costituito da glicerina, il
liquido di diluizione degli allergeni).
In caso di reazione positiva è possibile osservare una reazione caratterizzata da pomfo
(area circoscritta di edema cutaneo, simile ad una puntura di zanzara) intensamente
pruriginoso, contornato da un alone di eritema.
Questo semplice test presenta comunque un inconveniente legato alla
standardizzazione del procedimento, essendo impossibile riprodurre la stessa profonditá
di penetrazione da lancetta a lancetta. Infatti risulta impossibile riprodurre sempre la
stessa pressione e posizione della lancetta sulla cute.
Un altro inconveniente è legato al posizionamento delle gocce dopo aver eseguito
l'applicazione in un punto con conseguente fuoriuscita e contaminazione dei siti di
applicazione adiacenti.
Inoltre, questo tipo di tecnica ha spesso un effetto chiamato belonefobia (anche
conosciuta come tripanofobia), che può portare anche alla perdita dei sensi da parte di
un paziente preso dal panico.
Tutti questi inconvenienti sono superati dalla presente invenzione, che è
costituita da un dispositivo ad uso medico di nuova generazione, che garantisce una
perfetta standardizzazione del procedimento del test allergologico cutaneo, grazie
all'emissione di un impulso elettrico a bassa tensione e ad alta intensitá di corrente (ionocarbonizzazione).
Inoltre, lo stesso dispositivo permette di ridurre il tempo di esecuzione del procedimento,
in assenza di dolore e di fuoriuscita di sangue per il paziente.
Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda internazionale PCT ed ha ottenuto un
parere pienamente favorevole al rilascio del brevetto in tutti i Paesi del mondo.
In particolare, in data 7 dicembre 2022 è stato ottenuto il rispettivo brevetto Europeo
EP 3877040 B1
31 ottobre 2022 -
L'invenzione riguarda essenzialmente un dispositivo a dosso
stradale per il rallentamento dei veicoli, equipaggiato con un sistema per la
produzione di energia.
Il dispositivo presenta una cavitá interna costituita
sostanzialmente da una camera d'aria derivante dall'industria dei pneumatici, e un
profilo esterno costituito dal battistrada degli stessi pneumatici.
Questo oggetto
complessivo, opportunamente sagomato e costruito nella grandezza ideale di utilizzo,
permette di convogliare una determinata quantitá d'aria in pressione verso un
condotto di un circuito ad aria compressa, che può attivare direttamente gli ingranaggi
di un generatore elettrico, oppure la stessa aria compressa può essere
immagazzinata in appositi serbatoi per un utilizzo successivo di generazione di
energia.
Il sistema comprende una valvola alla base del dispositivo che si attiva soltanto in
determinate condizioni di pressione, in modo tale che lo stesso dispositivo possa
esercitare una funzione di rallentamento sui veicoli, quando questi viaggino ad una
velocitá superiore a quella stabilita (tipicamente 30 Km/h), mentre possa convogliare
direttamente aria in pressione quando i veicoli viaggino ad una velocitá inferiore a
quella stabilita.
Una serie di lamelle trasversali sulla superficie superiore del
dispositivo permette che l'aria nella cavitá interna sia spinta omogeneamente in avanti
seguendo un profilo ad onda, fino ad arrivare nel punto di diramazione in
corrispondenza della valvola.
Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto
per invenzione industriale alla quale è stato assegnato il numero
UA2016A002913 del 7 aprile 2016.
Durante la fase d'esame l'Ufficio Brevetti ha riconosciuto
nell'invenzione tutti i requisiti di brevettabilitá ed ha rilasciato definitivamente il brevetto
in data 8 ottobre 2018.
7 settembre 2022 - La presente invenzione riguarda un dispositivo chirurgico dentale, costituito da una vite implantare pneumatica con ghiera esterna, particolarmente adatto a mantenere una struttura stabile e robusta a fronte delle intense sollecitazioni esterne causate dall'attivitá di masticazione.
Come è noto, nei sistemi implantari dentali attuali, i componenti principali sono
essenzialmente i seguenti: un corpo principale detto impianto, o vite implantare, che si
avvita all'interno dell'osso dell'arcata dentaria di un paziente; un elemento interno
detto moncone, che nella sua parte inferiore è inserito nel suddetto impianto e nella
sua parte superiore è connesso ad un elemento detto abutment; un elemento di
connessione, preferibilmente costituito da una vite di serraggio, che connette il
suddetto moncone al suddetto abutment.
Nello stato attuale della tecnica, l'inconveniente principale è rappresentato
dall'instabilitá della vite di serraggio, che tende a svitarsi e, nei casi peggiori, anche a
fratturarsi o a creare problemi all'osso.
Più precisamente lo svitamento della vite di serraggio è strettamente legato alla
stabilitá della giunzione a vite, che a sua volta dipende non soltanto dal torque
d'avvitamento, ma anche dall'adattamento tra impianto e vite di fissaggio del
moncone. Lo svitamento comporta inoltre, come conseguenza, anche un aumento
dell'incidenza delle fratture della vite stessa.
Il problema dello svitamento della vite è affrontato in meccanica attraverso i seguenti
accorgimenti: il controllo del torque di avvitamento, il controllo dell'angolo tra impianto
e abutment, l'uso di un mezzo anti-svitamento, ed una distribuzione delle forze più
adeguata.
Pertanto, l'obiettivo principale della presente invenzione è quello di proporre un
dispositivo chirurgico dentale, con un moncone monofasico diretto secondo la
direzione verticale, ed un braccio di leva bilanciato.
Un altro obiettivo della presente invenzione è quello di introdurre un
meccanismo per evitare che dei movimenti rotazionali della struttura, derivanti dal suo
utilizzo, possano causare nel lungo periodo lo svitamento dell'impianto nel tessuto
osseo e/o lo svitamento, o la rottura, della vite di serraggio tra l'impianto ed il
moncone.
Un altro obiettivo ancora della presente invenzione è quello di introdurre un
meccanismo per 'ammortizzare' le pressioni verticali e/o laterali che insistono sul
dispositivo nel suo complesso, implementando una funzione simile a quella naturale
del dente, che ha la possibilitá di attutire eventuali sollecitazioni derivanti dalla
masticazione, grazie ai tessuti di connessione nei dintorni della radice del dente
(parodonto).
Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto italiana presso
l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), ed ha ottenuto definitivamente il brevetto
italiano al quale è stato assegnato il numero 102017000146966.
E' stata inoltre depositata la domanda di Brevetto Europeo EP 18425091.
23 marzo 2022 - La presente invenzione riguarda un centro mobile per la revisione di veicoli che è
costituito da un semirimorchio trainato da un trattore stradale, all'interno del quale
sono installati due frenometri che permettono l'esecuzione delle prove di frenata dei veicoli.
La caratteristica principale del centro mobile è quella di permettere la revisione in loco
anche di veicoli particolarmente ingombranti, come ad esempio quelli costituiti da
pullman e veicoli speciali presenti negli aeroporti.
Com'è noto, i veicoli a motore sono sottoposti ad una revisione periodica,
che è rivolta ad accertare la presenza dei requisiti per poter circolare sulle strade in condizioni
di piena sicurezza. Ciacun veicolo è sottoposto ad una serie di verifiche del corretto
funzionamento di tutta la strumentazione tecnica, del motore e degli apparati
meccanici, elettrici, elettronici, delle luci e dei dispositivi di segnalazione.
In particolare, tra i controlli previsti c'è la verifica dell'efficienza dell'impianto frenante.
Per verificare l'efficienza dell'impianto frenante il conducente del veicolo aziona
normalmente il pedale dei freni, e dei sensori posizionati sui rulli rilevano in tempo
reale la dinamica di decelerazione, fino al momento in cui le ruote del veicolo si siano
fermate. I moderni
frenometri sono degli strumenti particolarmente precisi ed affidabili, ed utilizzano dei
mezzi informatici per elaborare i dati provenienti dai sensori in modo tale da
estrapolare dal processo di prova tutta una serie di parametri significativi relativi allo
stato di efficienza dei freni, come ad esempio il tempo di frenata, la forza frenante, la
curva dinamica di decelerazione, l'equilibratura dei freni tra ruota destra e ruota
sinistra.
Nello stato attuale della tecnica, i veicoli sono trasportati e
sottoposti a verifica dell'impianto frenante presso la Motorizzazione Civile o presso
delle officine autorizzate, in cui è installato un centro di prova fisso. Nel centro di prova
sono presenti i frenometri e tutta la strumentazione di supervisione e controllo del loro
funzionamento.
Per la revisione dei normali autoveicoli questa soluzione risulta essere
appropriata, mentre per la revisione di veicoli speciali ad uso intensivo, situati in
locazioni particolari, come ad esempio presso impianti industriali, aeroporti,
installazioni militari, grandi cantieri di lavori pubblici e impianti di estrazione mineraria,
questa soluzione risulta difficilmente praticabile, considerando anche il fatto che
alcuni veicoli sono molto ingombranti e non sono nemmeno omologati per la
circolazione su strada.
Il centro mobile di revisione della presente invenzione ha come obiettivo
principale quello di proporre un sistema installato su un semirimorchio trainato da un trattore
stradale, all'interno del quale sono presenti due frenometri che permettono l'esecuzione delle
prove di frenata dei veicoli. Esso può essere utilizzato con diverse tipologie di veicoli,
anche particolarmente ingombranti, come ad esempio quelli costituiti da pullman e veicoli speciali
presenti negli aeroporti.
Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato il testo della domanda di brevetto italiana ed ha ottenuto
definitivamente il brevetto IT 1430017, che è stato rilasciato il 17 gennaio 2018.
7 settembre 2021 - L'invenzione ha come obiettivo principale quello di realizzare un veicolo anfibio di supporto al trasporto e alla balneazione di persone con disabilitá motorie e/o con difficoltá di deambulazione. Più esattamente, il problema affrontato è quello di permettere a persone che non possono spostarsi autonomamente, e che necessitano di un supporto, l'accesso alle spiagge e la balneazione in mare in piena autonomia.
Il veicolo permette delle operazioni di: trasferimento agevole di una persona da una sedia a
rotelle ad una postazione all'interno dello stesso veicolo; movimentazione autonoma del
veicolo dalla spiaggia alla superficie del mare, con un controllo diretto da parte della persona
trasportata, o in remoto da parte di un operatore; raggiungimento di una specifica posizione in
acqua con determinata profonditá del fondale ed una determinata altezza del livello dell'acqua
rispetto al corpo della persona trasportata; assistenza alla balneazione monitorando in
continuazione una serie di parametri di sicurezza e bloccando le operazioni in caso di
anomalie; movimentazione di ritorno del veicolo alla posizione iniziale sulla spiaggia; e
trasferimento agevole della persona trasportata dalla postazione dello stesso veicolo alla sedia
a rotelle iniziale.
Un altro obiettivo dell'invenzione è quello di comprendere un meccanismo
automatico di abbassamento e risollevamento della posizione della persona trasportata, in
modo tale da permettere una parziale immersione e riemersione della persona nelle acque del
mare, anche in questo caso con il suddetto meccanismo azionato da un controllo diretto da
parte della persona trasportata, o in remoto da parte di un operatore. La persona trasportata è
protetta da idonea attrezzatura di sicurezza, costituita da giubbino salvagente e da cintura di
sicurezza allacciabile e slacciabile dalla postazione al momento che si ritenga opportuno.
Un altro obiettivo ancora è che il veicolo sia dotato di un sistema di propulsione autonomo, in
grado di effettuare sia una movimentazione sul terreno che una navigazione nelle acque del
mare; il sistema di propulsione potrá comprendere dei motori di tipo elettrico, e potrá
comprendere dei mezzi di acquisizione e conversione dell'energia solare in energia elettrica,
con immagazzinamento dell'energia elettrica all'interno di batterie e conseguente aumento
dell'autonomia del veicolo.
Un ulteriore obiettivo è che il veicolo permetta, una volta giunti in
una posizione prestabilita in acqua, che la persona trasportata si possa svincolare
completamente dal veicolo stesso e possa nuotare liberamente; un idoneo sistema di
inseguimento automatico della posizione permetterá di mantenere il veicolo sempre in
prossimitá della persona, ed agevolare quindi il rientro al termine delle operazioni di
balneazione.
Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato il testo della domanda di brevetto italiana ed ha ottenuto
definitivamente il brevetto IT 10201900017471, rilasciato il 7 settembre 2021.
Inoltre, è stata depositata
una domanda internazionale PCT, che ha come riferimento la maggior parte dei Paesi del mondo, che
ha ottenuto un parere pienamente favorevole.
La presente invenzione riguarda un sistema a puntamento laser per il
monitoraggio della stabilitá delle strutture civili e degli edifici storici. Più esattamente,
tale sistema è in grado di rilevare gli spostamenti di parti di strutture, quali edifici,
strade, gallerie e viadotti, utilizzando una serie di dispositivi a puntamento laser diretti
verso i rispettivi obiettivi di almeno una coppia di fotocamere o di telecamere. Un
sistema di acquisizione e di elaborazione delle immagini acquisite dalle fotocamere
rileva la variazione di posizione dei rispettivi punti di emissione laser, in modo tale da
determinare, attraverso l'uso di formule matematiche, gli spostamenti e/o le rotazioni
della stessa struttura, con un elevato livello di affidabilitá e precisione.
Nello stato attuale della tecnica, è noto il tentativo di progettare sistemi idonei
alla sorveglianza della stabilitá delle strutture civili e dei manufatti storici, i quali in
presenza di fenomeni naturali o nel corso di interventi strutturali presentano punti
critici dove si possono evidenziare discontinuitá, deformazioni e rotazioni importanti.
Le tecniche topografiche tradizionali prevedono prismi riflettenti posizionati
sugli edifici che vengono misurati periodicamente da stazioni totali ad altissima
precisione. Questa tecnica presenta l'inconveniente di avere elevati costi di
manutenzione e di realizzazione dovuti alla presenza di parti in movimento. Presenta
inoltre l'inconveniente di non consentire la valutazione delle rotazioni puntuali dei punti
di misura e gli spostamenti, non essendo proiettati verso dei bersagli, sono
determinati mediante la trasformazione di coordinate (elevazione, azimuth e distanza).
Tali inconvenienti rendono tale tecnica molto laboriosa e complessa.
Tuttavia, i sistemi della tecnica anteriore non prevedono in nessun caso, la presenza
simultanea di due puntatori laser in un punto di misura della struttura, ciascuno dei
quali diretto verso una rispettiva fotocamera o telecamera e di conseguenza un
opportuno sistema di acquisizione ed elaborazione dei dati relativi agli spostamenti e/o
le rotazioni della stessa struttura, come descritto nella presente invenzione.
L'oggetto della presente invenzione è costituito quindi da un sistema che
superi tutti i suddetti inconvenienti ed abbia come obiettivo principale quello di proporre
un sistema a puntamento laser particolarmente adatto per il monitoraggio della
stabilitá delle strutture civili e degli edifici storici, essendo tale sistema caratterizzato
dal fatto di comprendere una serie di dispositivi a puntamento laser diretti verso i
rispettivi obiettivi di almeno una coppia di fotocamere o di telecamere ed un software
per ciascuna fotocamera che consenta l'elaborazione delle immagini acquisite dalle
suddette fotocamere.
Un altro obiettivo è che lo stesso software esegua il confronto delle coordinate
rilevate del raggio laser con le coordinate acquisite in precedenza, in modo tale da
rilevare piccole variazioni di coordinate e consentire quindi di determinare eventuali
spostamenti e/o rotazioni dei punti critici della struttura.
Un altro obiettivo ancora è che il suddetto software di acquisizione e di
elaborazione delle immagini determini attraverso l'uso di formule matematiche, a
partire dalle variazioni di coordinate del raggio laser rilevate nelle immagini da
ciascuna fotocamera, lo spostamento assoluto e/o la rotazione di un punto della
struttura rispetto ad un piano di riferimento con un elevato livello di affidabilitá e
precisione.
Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto ed ha ottenuto definitivamente
il Brevetto Europeo EP 3015839.
Il brevetto europeo EP 2607767 riguarda essenzialmente un dispositivo che permette la tenuta idraulica
nei raccordi dei tubi, e più precisamente nei raccordi per tubi flessibili,
e comprende una o più scanalature radiali, ricavate sulla superficie esterna della parte che si va ad inserire
nei tubi, il cosiddetto còdolo; tali scanalature costituiscono delle sedi per guarnizioni ad anello, dette O-ring.
Il brevetto italiano IT 0276668 riguarda una nuova tipologia di tubi compositi atti al trasporto di gas
liquefatti, ottenuta con l'applicazione a tubi flessibili compositi, preferibilmente Compotec© Cryotec 660,
di uno o più strati di materassino a base di aerogel (gel di silice), preferibilmente Cryogel© Z, in modo tale da garantire
un efficace isolamento termico durante la fase di trasporto dei gas liquefatti.
Il brevetto italiano IT 0276669 riguarda un sistema in grado di combinare efficacemente la funzione
di protezione di tubi e quella di supporto all’inserimento di un mezzo atto al sollevamento degli stessi. In particolare
la funzione di protezione è riferita agli stress meccanici indotti durante le operazioni di sollevamento e successivo
posizionamento a terra dei suddetti tubi.
Nello specifico la funzione di protezione è affidata ad uno o più elementi ad anello che, applicati attorno al diametro
esterno del tubo, provvedono a mantenerlo sollevato da terra evitando così il contatto diretto con il terreno.
Il brevetto italiano IT 0281052 riguarda una nuova tipologia di tubi compositi atti al trasporto di sostanze chimiche
particolarmente aggressive, ottenuta mediante l'applicazione interna a tubi flessibili compositi, preferibilmente Compotec©,
di un cross film laminato costituto da uno o più strati molto sottili di Politetrafluoroetilene (sigla PTFE) puro, tra loro
sovrapposti e incrociati.
In particolare la presente innovazione trova il suo campo di applicazione nell'industria chimica e petrolchimica,
nei settori dei servizi e dei trasporti i quali si trovano quotidianamente ad affrontare differenti problematiche legate
al trasporto di fluidi con proprietá altamente corrosive, e nel settore marino/navale in generale dove può essere impiegato
in contesti sia onshore che offshore e per operazioni sia ship to ship che ship to shore di trasporto e/o travaso di fluidi
e sostanze chimiche.
Lo Studio Zizzari ha seguito tutte le fasi di preparazione, deposito ed esame delle suddette domande, fino all'ottenimento dei rispettivi brevetti italiani ed europei.
19 dicembre 2019 -
La presente invenzione riguarda un sistema di droni per il rilevamento automatico delle
coordinate di posizione spaziale di un dispositivo radiomobile.
Il sistema di droni permette di implementare un procedimento completo di rilevamento, che
prevede di spostare ciascuno dei droni, sulla base della potenza d'accoppiamento del segnale
elettromagnetico rilevato, permettendo così di calcolare, a partire dalle coordinate spaziali GPS
dei droni, le coordinate della posizione spaziale del dispositivo radiomobile.
Com'è noto, nello stato attuale della tecnica esistono dei sistemi indiretti per la
localizzazione dei dispositivi radiomobili. Nel caso dei telefoni cellulari, o comunque dei mezzi
che utilizzano la rete di telefonia mobile, è possibile effettuare una localizzazione di massima
attraverso una triangolazione delle celle a cui il dispositivo è connesso.
Ci sono tuttavia una serie di inconvenienti. In primo luogo occorre conoscere a priori alcuni
elementi identificativi del dispositivo da localizzare, del numero di telefono e della relativa
scheda SIM associata. Esistono poi delle situazioni in cui le celle si possono trovare a grandi
distanze. Un altro inconveniente è che,
essendo le celle disposte sullo stesso piano, è praticamente impossibile localizzare un
dispositivo rispetto alla distanza dal suolo.
Un approccio differente alla localizzazione di un dispositivo radiomobile, costituito ad esempio
da uno smartphone o altro dispositivo simile dotato di sistema interno GPS, è quello di
acquisire le coordinate direttamente da esso. Ma per fare questo occorre prima di tutto che il
dispositivo sia in grado di localizzare la sua posizione, attraverso il sistema interno GPS,
escludendo quindi situazioni in cui esso si trovi all'interno di edifici, ed occorre inoltre che la
lettura e la comunicazione delle sue coordinate sia 'forzata' attraverso una azione da hacker, e
quindi attraverso una intrusione esterna non autorizzata utilizzando spyware, malware o virus
informatici.
Tutti i suddetti inconvenienti sono superati dalla presente invenzione, che ha come
obiettivo principale quello di realizzare un sistema diretto, per la localizzazione dei dispositivi
radiomobili, che è basato su droni; tali droni sono in grado di stimare la loro distanza da un
dispositivo radiomobile, andando a misurare la potenza d'accoppiamento del segnale
trasmesso, e sono in grado di avvicinarsi e posizionarsi nello spazio in modo da permettere
con un calcolo matematico di determinare la posizione del dispositivo nelle tre coordinate
spaziali, anche in altezza o nel sottosuolo, con un margine di precisione molto elevato, e senza
la necessitá di effettuare intrusioni informatiche non autorizzate nello stesso dispositivo.
Un altro obiettivo è quello di incrementare il margine di precisione della posizione
spaziale rilevata del dispositivo radiomobile, incrementando il numero di droni impiegati, ed
utilizzando dei metodi matematici e statistici per elaborare i dati e determinare quindi una
posizione definitiva che sia più vicina a quella reale.
Un altro obiettivo ancora è che il sistema di droni della presente invenzione possa
essere trasportato, dispiegato, pilotato ed utilizzato in modo semplice, rapido ed agevole, in
modo tale da permetterne un impiego in tutte quelle situazioni critiche, in cui la rapiditá di
localizzazione permetta di rendere più efficaci delle possibili azioni di ricerca di persone,
intervento, soccorso, prevenzione e contrasto del crimine.
11 ottobre 2019 - l'Ufficio Brevetti Europeo (EPO) ha aggiornato le linee guida d'esame
per le invenzioni che hanno per oggetto le applicazioni di Intelligenza Artificiale (AI).
Mentre in passato risultava particolarmente arduo ottenere un brevetto che avesse per oggetto
delle reti neurali artificiali, un motore inferenziale, o una macchina intelligente,
attualmente risulta più facile definire e dimostrare il carattere tecnico dell'invenzione, e quindi
la presenza dei requisiti di brevettabilitá.
Questo aggiornamento delle linee guida permette di adattare il sistema brevettuale al progresso
scientifico e tecnologico moderno, e di proteggere quindi anche le innovazioni più recenti con strumenti
di tutela adeguati.
30 novembre 2018 -
La presente invenzione riguarda un tensiometro, che è un dispositivo
particolarmente adatto a misurare la tensione di ritenzione di un terreno, ovvero la
forza con cui l'acqua è attratta e trattenuta nel terreno, o può misurare anche il
cosiddetto fronte bagnato, ovvero la profonditá alla quale il terreno è saturo.
Il dispositivo in genere è costituito da un tubo con una punta porosa, che è riempito
d'acqua e può essere inserito a varie profonditá. Nel caso in cui il terreno sia saturo,
l'acqua rimarrá contenuta all'interno del dispositivo, ed esso fornirá la cosiddetta
misura dello zero. Nel caso in cui invece il terreno sia non saturo, l'acqua inizierá a
permeare verso il terreno, permettendo così allo strumento di misurare la differenza di
pressione con il terreno.
Più esattamente, l’acqua del tensiometro si pone in equilibrio
con l’acqua presente nel terreno creando una tensione. Via via che il terreno si
asciuga, esso richiama l’acqua dal tensiometro attraverso la punta porosa; questa
operazione fa sì che si crei una differenza di pressione all'interno del dispositivo.
|
La
misurazione di questa differenza di pressione avviene attraverso un manometro o un
trasduttore di pressione differenziale, che può fornire la lettura della grandezza rilevata
direttamente su un visore, oppure può trasmetterla elettronicamente verso una
centralina digitale. |
Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto italiana presso
l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), ed è stato ottenuto il brevetto 102016000054176 in data 26/11/2018.
18 settembre 2018 -
L'invenzione appartiene al settore del monitoraggio strutturale, e
riguarda un dispositivo detto estensimetro che comprende una fibra ottica di tipo comune.
All'interno della fibra è trasmesso un segnale luminoso, costituito preferibilmente da
impulsi periodici operanti nello spettro del vicino infrarosso. Questo dispositivo è utilizzato
per misurare la deformazione di oggetti e/o strutture, e la deformazione minima rilevata è
tipicamente nell'ordine del micrometro su distanze di un metro.
L'invenzione, ha come
obiettivo principale quello di proporre un estensimetro a fibra ottica, per la misurazione
delle deformazioni di un oggetto sottoposto a sollecitazione meccanica o termica, in cui
la deformazione rilevata sia mediata su un tratto lungo alcuni decimetri oppure alcuni
metri, con grande differenza rispetto ai sistemi giá esistenti che valutano le deformazioni
assolutamente locali.
Un altro obiettivo dell'invenzione è che, come elemento di misura, la
fibra ottica inguainata sia deformabile e abbia come unico limite quello della possibile
rottura fisica "a strappo", in modo tale che essa risulti facile da installare anche da
personale non specializzato.
Un altro obiettivo ancora è che lo stesso dispositivo sia caratterizzato da una
significativa velocitá di risposta; mentre i sensori a corda vibrante sono nell'ordine di
alcuni cicli al secondo (Hz) la presente invenzione può raggiungere in teoria livelli di 30
milioni di cicli al secondo (MHz).
Un altro obiettivo ancora è che, utilizzando un metodo di misurazione della
differenza di fase tra due segnali periodici trasmessi in fibra ottica, sia possibile tarare la
strumentazione in modo tale da avere un segnale di riferimento (R) ed un segnale di
misura (M) che siano inizialmente sfasati di determinati valori, che costituiscono
dei punti di lavoro della strumentazione in cui è minimizzato l'effetto di distorsioni nei
segnali e rumore.
Pertanto, l'invenzione si differenzia rispetto ai dispositivi noti per il
fatto che: nessuno di essi permette una valutazione della deformazione su un tratto molto
lungo; nessuno di essi utilizza una fibra ottica di tipo comune utilizzata in trasmissione
dati; nessuno di essi utilizza un comune
transceiver (per esempio small form-factor pluggable transceiver) per l'invio e/o la
ricezione del segnale con la caratteristica forma d'onda utilizzata nella valutazione della
deformazione, nessuno di essi è tarato per funzionare in un punto di lavoro in cui sia
minimizzato l'effetto di distorsioni nei segnali.
Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto Europeo presso
l'Ufficio Brevetti Europeo (EPO), alla quale è stato assegnato il numero EP 18425072 del 31/8/2018.
23 agosto 2018 - La presente invenzione riguarda un estensimetro a base lunga per il rilevamento di dislocazioni del terreno a grandi profonditá, causate dal fenomeno di subsidenza. Lo stesso estensimetro è in grado di monitorare la progressione nel tempo di tale fenomeno, e di trasmettere i dati rilevati, in tempo reale, verso un’opportuna centralina di controllo.
Il dispositivo presenta delle soluzioni tecniche di perfezionamento, rispetto alle
soluzioni note, che gli permettono di operare con precisione anche in presenza di
fenomeni di fluage, o di variazione di lunghezza dei materiali nel tempo, e anche in
corrispondenza di cambiamenti delle condizioni di vincolo nel punto di ancoraggio in
profonditá.
La subsidenza è un fenomeno che può essere causato da fenomeni naturali, come ad
esempio terremoti e smottamenti nel sottosuolo, oppure da interventi umani come lo
svuotamento di giacimenti di minerali ed idrocarburi e/o l’emungimento di acqua dalle
falde acquifere profonde.
Un sistema di rilevamento prevede una serie di perforazioni, a profonditá che possono
raggiungere anche i duemila metri, che comprendono delle rispettive verticali di
misura. Ciascuna verticale di misura comprende a sua volta un punto di ancoraggio
installato sul fondo della perforazione, o in un punto intermedio, e reso solidale al
terreno circostante. Tale punto di ancoraggio è collegato ad un’asta d’acciaio che
risale fino in superficie, essendo tale asta svincolata dal terreno circostante, perchè
inserita all’interno di una tubazione di protezione, che si estende in lunghezza per
l’intera perforazione.
In superficie è installato un sistema di misura dello spostamento
tra l’asta interna, collegata al punto di ancoraggio profondo, e la superficie del terreno
circostante. La grandezza rilevata rappresenta dunque una misura in un punto degli
effetti del fenomeno di subsidenza e, ulteriori misurazioni eseguite in perforazioni
analoghe, situate ad una certa distanza in orizzontale, permettono di ricostruire un
profilo preciso dell’eventuale dislocazione del terreno in profonditá, con un margine di
precisione estremamente elevato, nell'ordine dei millimetri.
Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di brevetto italiana presso
l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), ed è stato ottenuto il brevetto numero
102016000016045 del 20/8/2018.
22 agosto 2017 - L'invenzione riguarda essenzialmente un sistema chirurgico che comprende un catetere a palloncino con ago, dei fili guida ed uno stent vascolare opportunamente sagomato. Il sistema permette di realizzare, per via esclusivamente endovascolare, un by-pass fra segmenti vascolari che sono non funzionalmente contigui. In questo modo è possibile far superare al sangue un'ostruzione che si sia verificata a livello dei vasi sanguigni.
Com'è noto, il by-pass aorto-coronarico è da sempre considerato una
soluzione per il trattamento di una malattia coronarica trivasale (ovvero con
coinvolgimento di tutti e tre i rami coronarici) severa e moderata. Questo nonostante
negli ultimi anni la tecnologia degli stent, ed in particolare degli stent medicati, abbia
aumentato sensibilmente la sicurezza e l'efficacia di questi dispositivi nel trattamento
della malattia aterosclerotica coronarica. A questo proposito, anche i più recenti studi
clinici di confronto fra le due metodiche di rivascolarizzazione nei pazienti trivasali
hanno evidenziato come il by-pass aorto-coronarico sia significativamente
vantaggioso, sia in termini di riduzione della mortalitá, che di riduzione del rischio di
infarto, giá a cinque anni di distanza dal trattamento, vantaggio che continua
comunque ad aumentare con il passare del tempo.
E' ampiamente dimostrato che il vantaggio significativo della chirurgia tradizionale,
rispetto alle metodiche endovascolari, derivi principalmente dall'utilizzo dell'arteria
mammaria interna (IMA) come condotto di scelta per la rivascolarizzazione dell'arteria
discendente anteriore (LAD). In effetti la IMA ha un ridotto rischio di occlusione e di
aterosclerosi, rimanendo pervia nella maggior parte dei pazienti, anche a distanza di
molti anni, rispetto ai graft venosi (SVG). Questo assicura quindi un buon flusso di
sangue ossigenato nel territorio di distribuzione dell'arteria discendente anteriore
(LAD) con discrete pressioni di perfusione, anche in presenza di malattia severa del
vaso ricevente. E' di comune osservazione che per livelli simili, anche molto gravi, di
burden aterosclerotico, i livelli di riserva coronarica siano notevolmente superiori se è
presente un graft arterioso in mammaria interna.
Recentemente, uno studio mediante TAC coronarica dei rapporti anatomici fra strutture
vascolari toraciche ha permesso di mettere in evidenza l'estrema vicinanza della
mammaria interna (LIMA) con l'arteria discendente anteriore (DA). Esiste in effetti in
tutti i pazienti studiati un punto del torace in cui le due arterie si incrociano essendo
separate solo da alcuni millimetri di tessuto sieroso. Inoltre è ben nota, fin dall'inizio
del secolo scorso, la presenza di by-pass naturali fra la IMA e le coronarie attraverso il
ramo pericardiofrenico. La presenza di queste anastomosi è stata in effetti il razionale
della legatura chirurgica della IMA prima dell'avvento del by-pass aorto-coronarico.
Recentemente uno studio ha messo in evidenza che, nella maggior parte dei pazienti,
è possibile reclutare collaterali funzionanti fra la IMA sinistra (LIMA) e la LAD e fra la
IMA destra (RIMA) e la coronaria destra (Cdx).
La metodologia proposta, e supportata dalla presente invenzione, è quella
della confezione di un by-pass fra la LIMA e la LAD e fra la RIMA e la Cdx con tecnica
interamente endoscopica, sfruttando gli stretti rapporti anatomici e funzionali fra le due
strutture vascolari. La stessa tecnica può essere adottata per la creazione di by-pass
anche in altri segmenti vascolari.
Questa nuova tecnica endovascolare permette di poter rivascolarizzare con l’arteria
mammaria interna anche soggetti ad oggi esclusi dall’intervento tradizionale, oltre che
aprire nuove possibilitá alla chirurgia endovascolare. Questo riduce le complicanze
post-operatorie e non richiede la sedazione profonda e l’intubazione oro-tracheale del
paziente. Permette inoltre un recupero quasi immediato dall’intervento, senza
necessitá di monitorare il paziente in una terapia intensiva post-operatoria.
Lo Studio Zizzari ha preparato e depositato la domanda di Brevetto Europeo alla quale
è stato assegnato il numero EP 17425073.
(segue)
Ufficio Brevetti Europeo